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Spesa Farmaceutica

26 Febbraio 2026

Spesa farmaceutica, Farmindustria ed Egualia: Non è fuori controllo

Cattani ed Collatina intervengono nel dibattito sui conti della sanità pubblica: innovazione e invecchiamento fattori strutturali. Appello a una governance che tuteli sostenibilità e accesso alle cure


spesa farmaci

Non c’è una spesa farmaceutica “fuori controllo”, ma una dinamica legata a fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione e l’arrivo di terapie innovative. È questo il messaggio che arriva, con accenti diversi ma convergenti, dal presidente di Farmindustria Marcello Cattani e dal presidente di Egualia Stefano Collatina, intervenuti nel dibattito sui trend della spesa sanitaria pubblica. Cattani invita a “ricondurre il discorso in una dinamica sana ed equilibrata”, sottolineando che la spesa per i farmaci “non può che crescere” per ragioni demografiche ed epidemiologiche, oltre che per l’aumento dell’innovazione. “La spesa cresce laddove c’è innovazione, che è un grande valore”, afferma, ricordando come i farmaci rappresentino il 15,3% dell’investimento complessivo in salute rispetto al finanziamento del Fondo sanitario nazionale. “Si perde di vista l’85% restante destinato alle Regioni per coprire tutti gli altri oneri, senza che vi sia una valutazione altrettanto puntuale dell’efficacia di quella spesa”, osserva.

Il presidente di Farmindustria richiama anche il contributo del settore alla crescita economica e occupazionale. Nel 2025 l’occupazione farmaceutica è aumentata dell’1,5% rispetto al 2024, raggiungendo 72.200 addetti. Nel periodo 2019-2025 l’incremento è stato del 10%, a fronte di un +5% dell’economia complessiva. Cresce in particolare l’occupazione femminile, +15% nello stesso arco temporale, con le donne che rappresentano il 45% degli occupati, e quella degli under 35, +25%. Sul piano internazionale, Cattani richiama l’attenzione sullo scenario geopolitico e sulla competizione con Stati Uniti e Cina in materia di investimenti in ricerca e sviluppo. Da qui l’appello affinché l’Italia abbia “una voce forte” in sede europea per considerare prevenzione e innovazione farmaceutica come investimenti nei bilanci dei Paesi membri.

Dal fronte delle aziende dei farmaci fuori brevetto, Collatina esprime “incredulità per analisi parziali e talvolta fuorvianti” e mette in guardia dal rischio che il dibattito possa compromettere la tenuta di un comparto “essenziale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. Anche per Egualia è “fuorviante parlare di spesa fuori controllo” ignorando che invecchiamento e accesso ai farmaci innovativi sono componenti strutturali e in larga parte incomprimibili della spesa sanitaria, “un segnale di progresso e di civiltà del sistema, non certo di spreco”. Collatina invita a evitare nuovi tagli lineari dei prezzi o ulteriori riduzioni dei livelli di rimborso, proponendo invece una governance capace di valorizzare pienamente equivalenti e biosimilari. Questi, sottolinea, sono strumenti fondamentali per ampliare l’accesso alle cure e liberare risorse da destinare ai farmaci innovativi, più costosi ma rivolti a bisogni terapeutici prima insoddisfatti. Il presidente di Egualia segnala inoltre il rischio della progressiva uscita dal mercato di farmaci essenziali di sintesi chimica e la possibile assenza, in alcune aree terapeutiche, di nuovi biosimilari nel prossimo futuro. Per questo auspica “un confronto serio e responsabile con le istituzioni nazionali e regionali”, da svolgere nelle sedi appropriate.

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