Pharma
27 Agosto 2025I 6 miliardi di euro aggiuntivi derivanti dalle esportazioni di prodotti farmaceutici e chimico-medicinali hanno permesso al made in Italy di chiudere il semestre con un saldo positivo di 36 miliardi, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2024

Senza il contributo dell’industria farmaceutica l’export italiano nel 2025 sarebbe in negativo. Lo scrive oggi Il Sole 24 Ore, che analizza i dati del primo semestre dell’anno, segnato da una crescita complessiva del 2,1%, fortemente influenzata dall’andamento del comparto farmaceutico, responsabile di un progresso vicino al 40%.
Secondo il quotidiano economico, i 6 miliardi di euro aggiuntivi derivanti dalle esportazioni di prodotti farmaceutici e chimico-medicinali hanno permesso al made in Italy di chiudere il semestre con un saldo positivo di 36 miliardi, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Decisivo l’apporto delle vendite verso gli Stati Uniti, più che raddoppiate in un anno, da 4,78 miliardi a 8,5 miliardi, anche per effetto di politiche di stoccaggio preventivo legate all’incertezza sui dazi.
Il distretto di Firenze si conferma primo per export farmaceutico verso Washington, con quasi 2 miliardi di vendite nel primo trimestre 2025, superando anche Milano.
Complessivamente, dal 2015 a oggi il valore dell’export farmaceutico italiano è più che quintuplicato, passando da 9,9 miliardi a 54 miliardi nei primi sei mesi del 2025. Un risultato frutto degli investimenti produttivi di numerose multinazionali e della crescente rilevanza strategica del comparto, oggi al 12% del totale manifatturiero nazionale.
Accanto al boom della farmaceutica, Il Sole 24 Ore segnala un andamento positivo anche per il settore alimentare e per i rapporti commerciali con Medio Oriente ed Emirati Arabi, mentre Germania e Cina restano i principali mercati in contrazione.
Il saldo attivo verso gli Stati Uniti ha raggiunto i 20 miliardi di euro, massimo storico, ma l’incognita delle nuove politiche tariffarie pesa sulla seconda parte dell’anno. Nonostante ciò, conclude il quotidiano, l’export farmaceutico consente all’Italia di reggere meglio di Francia e Germania, dove il dato semestrale è negativo, e della Spagna, ferma a crescita zero.
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