Pharma
10 Luglio 2025Roche si dimostra protagonista assoluta nel panorama biotech italiano, confermando il proprio ruolo strategico nella costruzione di un sistema Paese più innovativo, competitivo e sostenibile

Roche ha presentato il suo primo studio di impatto in Italia, realizzato con il supporto metodologico di PwC Italia, per analizzare il valore generato dall’azienda in quattro aree: economia, ricerca clinica, occupazione e sostenibilità ambientale. L’evento si è svolto a Roma, presso l’Ambasciata di Svizzera, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, del Ministero della Salute, di Farmindustria, Confindustria, Federchimica Assobiotec, Cassa Depositi e Prestiti e altri stakeholder.
Lo studio evidenzia un impatto economico complessivo pari a 712,5 milioni di euro nel 2023, pari allo 0,03% del PIL nazionale. Il valore aggiunto diretto e indiretto ammonta a 446,7 milioni, con un effetto moltiplicatore di 2,6 euro per ogni euro generato da Roche. Il dato si inserisce in una filiera estesa che coinvolge oltre 50 settori economici, con una quota significativa (78%) costituita da piccole e medie imprese.
Nel 2023, Roche ha attivato in Italia 225 studi clinici, di cui 174 sponsorizzati, con il coinvolgimento di oltre 13.400 pazienti. A questi si aggiungono 38 studi osservazionali e 24 programmi di uso compassionevole, in cinque aree terapeutiche. L’investimento diretto in ricerca clinica ha raggiunto i 56,5 milioni di euro, con un ritorno stimato in 165,6 milioni tra costi evitati e valore generato per il Servizio sanitario nazionale (rapporto costo/beneficio 1:2,93).
L’azienda impiega 1.038 persone in Italia, con un tasso di inclusione femminile del 52%, una quota di laureati del 77% e il 34% di under 40. L’impatto sull’indotto è quantificato in 3.402 unità lavorative annue (ULA), con un effetto moltiplicatore di 3,3: ogni dipendente diretto genera più di tre lavoratori equivalenti nel sistema economico.
Roche utilizza il 100% di energia da fonti rinnovabili. Tra il 2019 e il 2023 ha ridotto del 28% i consumi energetici, del 44% l’elettricità e del 41% le emissioni di gas serra. Le riduzioni corrispondono, ad esempio, al consumo annuo medio di 436 famiglie.
Stefanos Tsamousis, General Manager Roche S.p.A., ha richiamato la necessità di un ambiente favorevole all’innovazione per sostenere la competitività del biotech in Italia: “Sosteniamo la proposta del ministro Schillaci di rivedere il meccanismo del payback, che oggi rappresenta un limite allo sviluppo sostenibile del settore”.
Per Burçak Çelik, General Manager Roche Diagnostics, è necessario un cambio di paradigma: “Da un modello reattivo centrato sulla cura, a un sistema proattivo, orientato alla previsione, alla diagnosi precoce e alla personalizzazione degli interventi”.
Secondo Andrea Fortuna, Partner PwC Italia, “lo studio dimostra l’effetto moltiplicatore del biotech sull’economia, sull’occupazione e sulla sostenibilità del SSN. In un contesto globale in trasformazione, è urgente attuare politiche industriali lungimiranti in ambito salute, capaci di attrarre investimenti, valorizzare il capitale umano e favorire la competitività del settore”.
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