Obesità
05 Novembre 2026La Società italiana dell'obesità sollecita finanziamenti per i pazienti con forme gravi e difficoltà economiche

La Società italiana dell'obesità (SIO) chiede al Governo e al Parlamento di inserire nella legge di Bilancio 2027 risorse per garantire l'accesso alle cure ai pazienti con obesità grave, a partire da quelli con maggiori difficoltà cliniche ed economiche. L'appello arriva a oltre un anno dall'approvazione della legge 149/2025, che ha riconosciuto l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante.
«Non chiediamo che lo Stato garantisca indistintamente a tutti i farmaci per l'obesità, ma che cominci a tutelare chi ne ha più bisogno», dichiara Silvio Buscemi, presidente SIO e direttore del Centro per l'obesità del Policlinico di Palermo. Secondo Buscemi, l'accesso ai trattamenti non dovrebbe dipendere esclusivamente dalle disponibilità economiche dei pazienti, soprattutto in presenza di forme gravi associate ad altre patologie.
La richiesta della società scientifica si affianca all'interrogazione parlamentare presentata il 3 novembre dalla senatrice Elena Murelli (Lega) al ministro della Salute. L'atto sollecita una revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), per includere l'obesità tra le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni. Chiede inoltre risorse aggiuntive, già nella Manovra 2027, per il fondo destinato alla prevenzione e alla cura della malattia.
La SIO richiama anche le conseguenze economiche dell'obesità non trattata. Secondo le stime riportate dall'associazione, i costi diretti e indiretti ammontano a 13,6 miliardi di euro all'anno, considerando le complicanze della malattia e la perdita di produttività.
La società scientifica stima che un primo intervento sulla rimborsabilità, limitato al 25% dei pazienti a maggiore rischio, pari a circa 500.000 persone selezionate anche in base alle condizioni economiche, potrebbe consentire risparmi superiori a 1,6 miliardi di euro sulle future spese sanitarie. Si tratta di valutazioni economiche richiamate dalla SIO a sostegno della propria proposta.
Nonostante il riconoscimento legislativo dell'obesità come malattia cronica, la patologia non figura ancora tra quelle che danno diritto all'esenzione. Secondo la SIO, alcune Regioni hanno avviato iniziative autonome per favorire l'accesso alle cure, ma manca un intervento nazionale che assicuri criteri uniformi.
«Non chiediamo di assicurare immediatamente a tutti i nuovi trattamenti, ma di cominciare dalle situazioni più gravi, secondo criteri di appropriatezza clinica ed equità sociale», ribadisce Buscemi.
La società scientifica individua nella legge di Bilancio 2027 la sede per introdurre un primo intervento rivolto ai pazienti con obesità grave che non possono sostenere autonomamente il costo delle terapie.
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