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30 Ottobre 2026All'Health Journalism Forum istituzioni, medici ed esperti discutono il ruolo dell'informazione nella tutela della salute, nella prevenzione e nella fiducia nel Ssn

L'accesso alle cure e il contrasto alla disinformazione sanitaria sono stati tra i temi principali della seconda edizione dell'Health Journalism Forum, che si è svolta il 29 ottobre all'Aorn Antonio Cardarelli di Napoli. Al centro del confronto, il rapporto tra qualità dell'informazione, conoscenza dei servizi e fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale.
Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha richiamato la necessità di basare le decisioni sanitarie sulle evidenze scientifiche. «Se la salute delle persone non è informata da scienza integra e di qualità, noi rischiamo di peggiorare la salute delle persone», ha affermato. Cartabellotta ha collegato le difficoltà del Ssn anche al finanziamento pubblico, richiamando la carenza di personale, le liste d'attesa e le difficoltà nel trovare un medico di famiglia.
La conoscenza dei servizi sanitari è stata al centro anche dell'intervento del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha sottolineato l'importanza di garantire alle persone più fragili informazioni utili per orientarsi nell'accesso alle cure. Manfredi ha richiamato il ruolo delle amministrazioni comunali nel favorire l'equità, soprattutto nei territori caratterizzati da maggiori difficoltà sociali.
Accanto all'accesso ai servizi, il Forum ha affrontato il problema della diffusione di informazioni sanitarie prive di fondamento. Lo scrittore Maurizio de Giovanni, intervenuto in apertura, ha sottolineato la necessità di raccontare la malattia senza fare leva sulla paura e ha criticato la diffusione di false cure. «Si specula sulla sofferenza, ma soprattutto si specula sulla speranza delle persone», ha dichiarato.
La responsabilità dell'informazione riguarda anche i professionisti sanitari. Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha sostenuto la necessità di una partecipazione diretta dei medici alla divulgazione scientifica, anche attraverso i canali digitali. «Perché oggi fare il medico vuol dire anche divulgare, e chi non lo fa non fa il proprio mestiere fino in fondo», ha affermato.
Il confronto si è esteso ai linguaggi utilizzati per raggiungere le nuove generazioni. Nel panel dedicato alla prevenzione tra i giovani, Bianca Arrighini, amministratrice delegata e cofondatrice di Factanza, ha indicato nell'accessibilità e nell'empatia due condizioni per costruire un rapporto di fiducia. Benedetta Bitozzi, di Lilly Italia, ha richiamato la responsabilità delle aziende farmaceutiche nel rendere riconoscibili le fonti e accessibili le informazioni scientifiche attraverso i canali digitali.
Sull'educazione alla salute è intervenuta anche Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia all'Università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, che ha richiamato l'importanza della prevenzione attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica e comportamenti corretti lungo tutto l'arco della vita.
Per Antonio d'Amore, direttore generale del Cardarelli, il rapporto tra strutture sanitarie e cittadini passa anche dalla capacità di comunicare le esperienze positive degli ospedali e di favorire occasioni di confronto diretto con la popolazione.
A sintetizzare gli obiettivi dell'iniziativa è stato Ilario Vallifuoco, ideatore del Forum: «C'è bisogno di parlare di più di sanità, ma c'è bisogno di parlarne in maniera più strutturata, più etica, più responsabile».
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