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Emergenze sanitarie

30 Ottobre 2026

Emergenze sanitarie, Ecdc: carenze di personale e piani di risposta non sempre attuati

Il primo ciclo di valutazioni ECDC sulla preparazione alle emergenze nei Paesi europei rileva progressi nella sorveglianza, ma criticità nell'attuazione dei piani e nella gestione dei dati


piano pandemico

Piani di prevenzione e risposta alle emergenze sanitarie non sempre attuati, carenza di personale e difficoltà nella condivisione dei dati. Sono le principali criticità individuate dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) al termine del primo ciclo di valutazioni sulla preparazione alle emergenze di sanità pubblica nei Paesi dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo (UE/SEE). I risultati sono stati comunicati dall'agenzia europea il 29 ottobre.

Le valutazioni, denominate Public Health Emergency Preparedness Assessments (PHEPA), sono state avviate nel 2024 e si sono concluse nell'ottobre 2026. L'iniziativa, realizzata in collaborazione con la Commissione europea, l'Ufficio regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità e altri partner, ha esaminato le capacità dei sistemi sanitari di prevenire, affrontare e gestire le minacce alla salute pubblica.

Secondo l'ECDC, dopo la pandemia di Covid-19 molti Paesi hanno rafforzato le proprie strutture di coordinamento e migliorato le capacità dei laboratori e dei sistemi di sorveglianza epidemiologica. Nel complesso, le valutazioni indicano una buona capacità europea nelle attività di laboratorio, nella sorveglianza e nella gestione delle emergenze sanitarie.

Restano tuttavia problemi ricorrenti. L'agenzia segnala che i piani di prevenzione, preparazione e risposta non vengono sempre tradotti in interventi operativi. A queste difficoltà si aggiungono la disponibilità insufficiente di personale, i limiti nella condivisione delle informazioni e la scarsa interoperabilità tra i sistemi informativi.

Un'ulteriore criticità riguarda la capacità di utilizzare i dati raccolti per orientare le decisioni di sanità pubblica. Le valutazioni evidenziano quindi la necessità di rafforzare il collegamento tra sorveglianza epidemiologica, analisi delle informazioni e gestione degli interventi.

Per affrontare queste difficoltà, l'ECDC raccomanda di migliorare la pianificazione congiunta tra settori differenti, formalizzare i meccanismi di coordinamento e verificare regolarmente la preparazione attraverso esercitazioni pratiche. Le raccomandazioni formulate al termine delle singole valutazioni nazionali serviranno a definire interventi di sostegno mirati alle esigenze dei diversi Paesi.

Con la conclusione del primo ciclo si apre ora la fase di attuazione delle raccomandazioni. I risultati raccolti costituiranno inoltre la base del secondo ciclo di valutazioni, previsto per il periodo 2027-2029, che attribuirà maggiore attenzione ai piani d'azione nazionali e ai progressi compiuti nell'applicazione delle misure suggerite.

Le valutazioni PHEPA vengono condotte dall'ECDC con cadenza triennale in tutti i Paesi UE/SEE e riguardano, tra gli altri ambiti, i sistemi di sorveglianza, le capacità diagnostiche dei laboratori, la gestione delle emergenze, la comunicazione del rischio e il coordinamento istituzionale.

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