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Formazione

08 Luglio 2026

Lauree delle professioni sanitarie, occupazione ai massimi degli ultimi 18 anni

La quota degli occupati è salita all’87,9% rispetto all’84,8% dello scorso anno e all’87,0% dell’anno 2007 delle prime rilevazioni di AlmaLaurea. Quindi il più alto nel corso degli ultimi 18 anni


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Continua a crescere l’occupazione per le Professioni sanitarie. Lo evidenzia il XXVIII rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea di Bologna, sui Percorsi di laurea e sugli Esiti occupazionali della laurea, che è stato presentato l’11 giugno 2026 all’Università della Basilicata alla presenza del Rettore Ignazio M. Mancini, del Presidente della CRUI Laura Ramaciotti e del Presidente del Consorzio AlmaLaurea Ivano Dionigi, dal Direttore Marina Timoteo.  Titolo dell’evento: “Efficacia della formazione universitaria”.

Per i 18.957 laureati di primo livello delle 22 Professioni Sanitarie dell’anno 2024 (tabella 1) si rileva, rispetto agli 11.502 laureati che hanno risposto all’indagine (60,7%), un aumento della quota di occupati (sono 10.106), pari a +3,1 punti percentuali rispetto all’indagine dello scorso anno. 

La quota degli occupati, infatti, è salita all’87,9% rispetto all’84,8% dello scorso anno e all’87,0% dell’anno 2007 delle prime rilevazioni di AlmaLaurea. Quindi il più alto nel corso degli ultimi 18 anni. Nell’ultimo anno, l’aumento della quota di occupati si rileva in 15 dei 16 gruppi disciplinari, con un incremento di +4,3 punti percentuali, essendo salito al 48,9% rispetto al 44,6% dello scorso anno. 

Tale incremento riguarda un totale di 180.764 laureati, di cui hanno risposto 109.764 (61%), con 53.621 occupati, registrando un aumento pari a 8,4 punti percentuali rispetto ai 49.459 occupati dello scorso anno, quando i laureati furono 170.663 e le risposte 110.844. 

Sono in aumento tutti i gruppi disciplinari, con valori che vanno dal minimo di +0,8 punti percentuali di Informatica e tecnologie ICT al massimo di +6,7 punti percentuali per Educazione e formazione. Unico dato in calo di -1.6 punti riguarda Servizio Sociale, dal 54,1% dei laureati del 2023 al 52,5% dei laureati del 2024. 

Per effetto di questi risultati, si conferma ancora una volta e solo per le Professioni Sanitarie il primo posto assoluto fra i vari gruppi disciplinariInoltre, l’aumento registrato, evidenzia il raggiungimento dei valori rilevati 18 anni fa: nel 2007 era l’87,0% a cui oggi corrisponde un 87,9%, con una differenza di +0,9 punti percentuali (tabella 2), il più alto negli ultimi 18 anni.

I livelli occupazionali sono in aumento rispetto allo scorso anno per le aree delle professioni sanitarie che nel complesso è pari a +3,1 punti percentuali: dall’84,8% dei laureati del 2023 all’87,9% dei laureati del 2024. In dettaglio, per l’area Infermieristica e Ostetrica l’aumento è pari a +4,0 punti percentuali, dall’85,1% all’89,1%; per le professioni della Riabilitazione +2,1 punti percentuali, dall’86,4% all’88,5%. 

Analogo aumento riguarda l’area Tecnica con +2,9 punti percentuali, passando da 82,0% a 84,9% mentre è in calo l’area della Prevenzione, con -3,7 punti percentuali, da 81,6% dei laureati del 2023 occupati a un anno dal conseguimento del titolo a 77,9% di quelli del 2024.

Differenza fra le 22 Professioni sanitarie

Analizzando nel dettaglio le 22 professioni sanitarie sulla base degli ultimi dati rilevati sui laureati dell’anno 2024, a un anno dal conseguimento del titolo (tabella 3), si rileva che quelle caratterizzate da un tasso occupazionale superiore alla media dell’87,9% sono: Podologo da 87,5% dei laureati del 2023 a 91,1% dei laureati del 2024; Igienista Dentale da 86,4% a 90,7%; Fisioterapista da 87,4% a 90,0%; Infermiere da 85,5% a 89,7%; Logopedista da 88,1% a 89,7%; Tecnico Ortopedico da 79,1% a 89,7% seguiti da Tecnico di Radiologia da 87,8% a 89,4%; Terapista Occupazionale da 83,1% a 89,2% e Tecnico di Neurofisiopatologia da 87,1% a 87,9%. 

Seguono sotto la media dell’87,9%, che per i laureati del 2023 era 84,8%: Educatore professionale 87,6%; Infermiere Pediatrico e Ortottista con l’86,4%; Terapista Neuro e psicomotricità età evolutiva 85,9%; Tecnico Audioprotesista 84,8%; Tecnico di Laboratorio e Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica con 82,8%; Ostetrica 81,0%; Tecnico della Prevenzione 79,9%; Dietista 76,5%; Assistente sanitario 73,9%; Tecnico Audiometrista 71,4% e infine Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria con 63,0%.

Differenza fra le Università delle varie Regioni

Per quanto riguarda i tassi occupazionali suddivisi per le Università attive nelle 17 Regioni, si rilevano quasi tutti in aumento rispetto alla precedente rilevazione. Tra i laureati delle professioni sanitarie del 2024, i tassi occupazionali mostrano i seguenti valori in ordine decrescente: Liguria 93,2% del 2024, Friuli-Venezia Giulia 93,1%; Piemonte 91,5%; Lombardia 91,2%; Veneto 89,9%; Toscana 89,4%; Emilia-Romagna e Marche 88,7%, per entrambe; Umbria 87,4%; Lazio 87,1%; Puglia 86,1%; Sicilia 84,9%; Calabria 83,5%; Sardegna 83,2%; Campania 82,6%; Abruzzo 82,4% e infine Molise 81,4%.

Prospettive per i neodiplomati della Maturità, esame di ammissione 16 settembre

Questi dati possono essere un utile strumento di orientamento per i circa 500 mila neodiplomati della Maturità per l’iscrizione all’esame di ammissione dei 23 Corsi di laurea delle Professioni sanitarie che si terrà il 16 settembre. Si prevede che nei bandi che le Università stanno per pubblicare potrebbero essere confermati i circa 37 mila posti a bando, rispetto a cui lo scorso anno ci furono circa 64 mila domande, con rapporti in media di quasi 2 domande per un posto. Si va dai rapporti massimi di 6,4 domande su 1 posto per Fisioterapista, di 4,5 Logopedista, di 3,3 Ostetrica, 2,8 Dietista, 2,5 Tecnico di Radiologia e 2,1 per Igienista Dentale; a seguire le altre, fra cui Infermiere con rapporto medio di 0,9 su 19 mila posti e quindi di altri 9 Corsi.

https://www.doctor33.it/articolo/65975/professioni-sanitarie-nel-2025-ancora-in-calo-le-domande-di-accesso

Ringraziamenti. Ringrazio per la disponibilità dei dati il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea di Bologna e per la preziosa collaborazione Sara Binassi, Claudia Girotti e Daniela Perozzi dell’Ufficio Indagini e Statistiche del Consorzio stesso.

Di Angelo Mastrillo
Docente in Organizzazione delle Professioni Sanitarie, Università di Bologna

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