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Chirurgia

28 Aprile 2026

Chirurgia robotica, Icors ad Agenas: non basta valutare solo i costi

L’associazione dei chirurghi robotici chiede una valutazione più ampia delle tecnologie, includendo esiti clinici, degenza, complicanze e formazione


vantaggi della chirurgia robotica

L’Italian Club of Robotic Surgery (ICORS) interviene sul recente documento di Health Technology Assessment pubblicato da Agenas sull’impiego dei sistemi robotici in chirurgia generale, ginecologia e urologia, sostenendo che sia riduttivo valutare la chirurgia robotica esclusivamente sul piano dei costi.

In una nota, l’associazione afferma di riconoscere il valore delle valutazioni Hta come strumento di supporto alle decisioni sanitarie, ma segnala alcune criticità nella loro applicazione alle tecnologie chirurgiche.

“L’impostazione metodologica, basata su evidenze spesso eterogenee e non sempre aggiornate alla pratica clinica corrente, rischia di non cogliere pienamente la specificità della chirurgia robotica”, dichiara Paolo Pietro Bianchi, presidente ICORS, professore ordinario di Chirurgia generale all’Università Statale di Milano e direttore della Scuola di specializzazione in Chirurgia generale dell’Asst Santi Paolo e Carlo.

Secondo l’associazione, in chirurgia incidono in modo diretto sui risultati fattori come esperienza dell’operatore e volumi di attività dei centri. Per questo, aggiunge ICORS, la disponibilità limitata di studi randomizzati, campioni ridotti e tempi di osservazione brevi potrebbe sottostimare i benefici della robotica, soprattutto nel medio-lungo periodo e lungo la curva di apprendimento.

L’associazione richiama inoltre il tema della valutazione economica. “Limitarsi al costo del singolo intervento non rappresenta correttamente l’impatto della tecnologia”, afferma Marco Milone, vicepresidente ICORS e professore associato di Chirurgia generale all’Università Federico II di Napoli.

Secondo ICORS, occorre considerare l’intero percorso assistenziale del paziente, includendo durata della degenza, complicanze post-operatorie, recupero e ritorno alle attività.

Sul piano organizzativo, la nota evidenzia che la centralizzazione degli interventi complessi rappresenta già oggi un modello consolidato e che, in questo contesto, la chirurgia robotica potrebbe contribuire a rendere i percorsi “più strutturati, misurabili e riproducibili”, soprattutto nei centri ad alto volume.

Un ulteriore capitolo riguarda la formazione. Per l’associazione, le piattaforme robotiche mettono a disposizione strumenti avanzati di simulazione e sistemi di apprendimento progressivo che consentirebbero una trasmissione delle competenze più controllata e standardizzata rispetto alle tecniche tradizionali.

ICORS conclude auspicando “una presentazione delle raccomandazioni sempre più chiara” e un confronto continuo tra istituzioni, società scientifiche e professionisti per arrivare a una valutazione condivisa e aggiornata del ruolo della chirurgia robotica nel Servizio sanitario nazionale.

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