LAVORO
28 Aprile 2026Nella Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, la Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione richiama il nodo degli organici nei servizi Asl e chiede maggiore valorizzazione delle competenze professionali

Rafforzare i servizi di prevenzione delle Asl, valorizzare le competenze certificate e accelerare l’attuazione della Strategia nazionale 2026-2030 sulla sicurezza sul lavoro. Sono le richieste avanzate dalla Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione della Fno Tsrm e Pstrp in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro del 28 aprile.
Nel comunicato, la Commissione richiama i dati INAIL, secondo cui nei primi due mesi del 2026 in Italia si sono registrati 102 morti sul lavoro. Viene inoltre citato l’Osservatorio nazionale dei morti sul lavoro di Bologna, che nei primi 100 giorni dell’anno ha contato oltre 400 vittime nei luoghi di lavoro, includendo anche lavoratori irregolari, pensionati ancora attivi e categorie non assicurate.
“La forbice tra i dati ufficiali e il monitoraggio indipendente non è un errore statistico, ma la misura del lavoro sommerso, del precariato invisibile e di un’età lavorativa che avanza senza adeguate tutele”, afferma la Commissione.
Secondo il comunicato, il 30% dei morti sul lavoro ha più di sessant’anni, dato che viene collegato alla permanenza al lavoro per necessità economica e a misure di protezione ritenute insufficienti.
Per i Tecnici della prevenzione il tema non è solo emergenziale ma strutturale. La Commissione richiama la Strategia nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro 2026-2030 varata dal Ministero della Salute, sostenendo però che manchi ancora una piena traduzione operativa.
Un ulteriore passaggio riguarda la progressiva uscita dei Tecnici della prevenzione dai servizi di prevenzione delle Asl verso altri ambiti professionali.
“Non è una fuga, ma la risposta a un sistema che li ha progressivamente svuotati: stipendi fermi, carriere bloccate, carichi crescenti e scarso riconoscimento”, sostiene la Commissione.
Nel testo viene inoltre segnalata la presenza di consulenti ritenuti privi di formazione adeguata in ambiti come sicurezza sul lavoro, igiene ambientale e tutela alimentare.
“La prevenzione deve essere affidata a chi ha competenze certificate, altrimenti resta solo un rito burocratico che non produce sicurezza reale”, si legge nel comunicato.
La Commissione ricorda che i Tecnici della prevenzione sono professionisti con laurea abilitante, tirocinio obbligatorio, iscrizione all’albo degli Ordini Tsrm e Pstrp e aggiornamento continuo.
Secondo la Commissione, in assenza di un obbligo normativo specifico, la qualifica di Tecnico della prevenzione dovrebbe essere riconosciuta come elemento distintivo di qualità nei bandi pubblici, nei capitolati d’appalto e nei riferimenti adottati da associazioni datoriali e organizzazioni sindacali.
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