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15 Maggio 2023

Salute mentale, Sip: bisogni mutati. Rivedere organizzazione

A 45 anni dalla legge Basaglia, non si torna indietro sulle conquiste ottenute nel campo della salute mentale, ma i successi raggiunti devono essere oggi riconsiderati come un nuovo punto di partenza per un processo di miglioramento e di sviluppo che appare inderogabile: sono infatti radicalmente mutati i bisogni di cura della popolazione e le richieste portate dai cittadini


Salute mentale, Sip: bisogni mutati. Rivedere organizzazione

A 45 anni dalla legge Basaglia, non si torna indietro sulle conquiste ottenute nel campo della salute mentale, ma i successi raggiunti devono essere oggi riconsiderati come un nuovo punto di partenza per un processo di miglioramento e di sviluppo che appare inderogabile: sono infatti radicalmente mutati i bisogni di cura della popolazione e le richieste portate dai cittadini ai servizi e profondi sono stati anche i cambiamenti del Paese.
Questa, in sintesi, la posizione della Società italiana di psichiatria (Sip) in occasione dell'anniversario della legge 180.

"L'organizzazione dei Dipartimenti di Salute mentale - spiega la presidente Sip Emi Bondi, che dirige il Dipartimento di Salute mentale dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo -deve prevedere modelli organizzativi elastici nei quali, alla tradizionale rete dei servizi (Centri di Salute mentale, Centri diurni, Day hospital, Spdc, Strutture residenziali) possano affiancarsi strutture ancora più specialistiche dedicate a utenti definiti per bisogni specifici (es. esordi psicotici, disturbi di personalità gravi, autori di reato, autismo, disturbi del comportamento alimentare). Altrettanto vale per la diversificazione di ruolo delle strutture ospedaliere e l'assistenza residenziale, con una effettiva diversificazione delle strutture da accreditare in riferimento all'intensità, alle tipologie di cura erogate e alle patologie trattate".

Per questo - rimarca la Sip - servono ingenti e stabili investimenti nel settore della salute mentale, da destinare soprattutto a colmare la carenza sempre più evidente di personale di tutti i livelli. "La carenza di personale oggi è drammatica e rischia di far crollare l'intero sistema pubblico", ammonisce Bondi. "La salute mentale non può restare il fanalino di coda della sanità italiana ed è fondamentale un adeguamento stabile dei fondi disponibili in una misura non inferiore all'8-9% del totale del fondo sanitario (come in altri Paesi europei come la Francia). Oggi siamo sotto il 3%".

L'enorme aumento degli invii ai servizi psichiatrici degli autori di reato, continua la presidente Sip, sta spostando i problemi irrisolti delle carceri alle Rems, e alle altre strutture del Dipartimento di Salute mentale. "Dalla legge di riforma degli Opg - sottolinea Emi Bondi– non esistono ancora servizi e percorsi terapeutico-riabilitativi differenziati in grado di garantire cura ma anche rispetto delle pene che derivano dal riconoscimento di reati particolarmente gravi compiuti da persone violente. Per garantire anche tutto questo servono finanziamenti proporzionati ai nuovi impegni che i servizi si devono assumere e nuovo personale adeguatamente formato", conclude.

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