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Pharma

24 Aprile 2026

Bayer Italia, Gregis: “Innovazione, produzione e AI al centro della crescita nel Paese”

Ricerca, investimenti industriali e intelligenza artificiale applicata alla salute sono queste le priorità indicate da Arianna Gregis, nuova amministratrice delegata di Bayer Italia, in un’intervista a Sanità33 in cui delinea il ruolo che l’azienda intende giocare nel sistema sanitario e industriale nazionale


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Per Gregis, rafforzare innovazione e ricerca, capacità di fare sistema e competitività rappresentano la direttrice strategica del gruppo per i prossimi anni. In un contesto globale sempre più dinamico, Bayer punta a consolidare il proprio ruolo nelle Life Science – settore strategico che contribuisce con circa il 10% al Pil italiano – attraverso un modello integrato che unisce salute e agricoltura, sostenuto da investimenti in ricerca e tecnologie avanzate.

Un approccio coerente con la storia di Bayer in Italia, dove il gruppo è presente da oltre 125 anni, durante i quali l’azienda ha saputo innovare mantenendo un forte legame con il territorio, il sistema salute, il mondo scientifico e le filiere agricole. Un percorso riconosciuto anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ne ha attestato il contributo industriale e scientifico per l’economia nazionale e per il sistema lombardo.

Tra gli asset strategici citati c’è lo stabilimento di Garbagnate Milanese, che nel 2026 celebra 80 anni di attività. Il sito rappresenta un punto di incontro tra innovazione industriale, qualità e capacità produttiva su scala globale, con investimenti pari a circa 120 milioni di euro negli ultimi otto anni, mentre nel cuore dell’Europa, a San Sebastián, opera il sito di Viralgen, società del gruppo Bayer specializzata nella produzione di terapie geniche innovative. Specializzato nella produzione di antibiotici e farmaci cardiovascolari, Garbagnate svolge un ruolo chiave nei mercati internazionali, in particolare in Cina, dove viene esportato il 70% di uno dei principali farmaci cardiovascolari prodotti nel sito.

In questo quadro, il tema della continuità delle forniture assume un valore centrale. In ambito farmaceutico, anche brevi interruzioni possono avere un impatto significativo sui pazienti: per questo, investire in capacità produttiva locale ed europea e valorizzare i siti strategici esistenti è considerato essenziale. Un obiettivo che richiede una visione condivisa e alleanze ad alto valore scientifico tra pubblico e privato.

Gregis richiama, ad esempio, il caso degli antibiotici: oggi la produzione del principio attivo avviene prevalentemente al di fuori dell’Europa, con una forte concentrazione in Paesi come India e Cina. In Europa restano poche aziende con questa capacità produttiva, e Bayer è una di queste. In questo contesto, il sito di Garbagnate Milanese mette a disposizione competenze industriali e capacità produttive per trasformare il principio attivo nel farmaco finito, confezionato in blister: fasi essenziali per garantire qualità, continuità produttiva e accesso alle terapie, all’interno di una filiera europea che va rafforzata nel suo insieme.

Sul fronte della ricerca, Bayer Italia punta su un modello di open innovation che coinvolge l’intera filiera delle Life Science. Un approccio basato sull’integrazione tra scienza, dati e tecnologie avanzate, e su partnership strategiche con università, centri di ricerca, realtà industriali e start up, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di soluzioni concrete.

In questo quadro, l’intelligenza artificiale rappresenta un pilastro della strategia del gruppo. Bayer è tra le aziende che stanno investendo maggiormente nell’utilizzo dell’AI per l’identificazione e lo sviluppo di nuove molecole, costruendo – anche grazie a partnership con attori come Google Cloud e biotech come Recursion – un vero e proprio motore per la scoperta di nuovi farmaci, capace di aumentare velocità, efficienza e probabilità di successo.

“L’obiettivo è migliorare la produttività della ricerca e sviluppo del 40% entro il 2030, riducendo tempi e rischi lungo l’intero percorso di sviluppo, dai trial clinici alla diagnostica”, dichiara Gregis.

“Settori strategici come quello delle Life Science richiedono politiche industriali lungimiranti, capaci di sostenere gli investimenti, valorizzare i poli produttivi esistenti e rafforzare la competitività italiana ed europea”, conclude Gregis.

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