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28 Ottobre 2026

Manovra, associazioni e società scientifiche chiedono fondi per la nutrizione oncologica

FAVO, SINuC, SINPE e Alleanza Contro il Cancro chiedono regole uniformi per garantire a tutti i pazienti l’accesso agli alimenti a fini medici speciali


Manovra Fondi servizio sanitario nazionale 1

Garantire a tutti i pazienti oncologici l’accesso agli alimenti a fini medici speciali (AFMS), indipendentemente dalla Regione di residenza. È l’appello rivolto al Governo e al Parlamento da FAVO, SINuC, SINPE e Alleanza Contro il Cancro in vista della Legge di Bilancio 2027. Le quattro organizzazioni chiedono di dare continuità alle misure già avviate sulla nutrizione in oncologia, introducendo risorse e criteri omogenei per l’erogazione dei prodotti necessari alla gestione della malnutrizione. Il problema riguarda oltre la metà dei pazienti oncologici già alla prima visita. Se non affrontata, la malnutrizione può compromettere la risposta e la tollerabilità delle terapie, peggiorare la qualità di vita e aumentare il rischio di complicanze e ricoveri.

Attualmente, la possibilità di ricevere gratuitamente gli AFMS dipende dalle decisioni delle singole Regioni e, in alcuni casi, dall'organizzazione delle Asl. Una situazione che determina disparità nell'accesso alla terapia nutrizionale: alcuni pazienti devono sostenere direttamente i costi dei prodotti o affrontare procedure complesse, con il rischio di rinunciare al trattamento. Tra gli AFMS rientrano i Supplementi nutrizionali orali (ONS), formulati per rispondere alle esigenze nutrizionali di persone che, a causa di una malattia o di una particolare condizione clinica, non riescono a soddisfare i propri fabbisogni attraverso la normale alimentazione. Per le organizzazioni promotrici dell'appello, questi prodotti, quando prescritti e monitorati nell'ambito di percorsi di nutrizione clinica, devono essere considerati parte integrante della cura oncologica.

A sostegno della richiesta ci sono anche le valutazioni economiche. Lo studio di farmacoeconomia presentato lo scorso giugno al Senato, su iniziativa della senatrice Elena Murelli, stima che una diffusione su larga scala degli ONS nei pazienti oncologici di nuova diagnosi con malnutrizione potrebbe generare un risparmio netto per il Servizio sanitario nazionale di circa 45 milioni di euro l'anno. A fronte di un investimento annuo di circa 50 milioni, i costi evitati grazie alla riduzione di nuovi ricoveri, accessi al pronto soccorso e visite sono stimati in circa 95 milioni. "L'accesso agli Alimenti a fini medici speciali non può dipendere dalla Regione di residenza", sottolinea Paola Varese, presidente di FAVO. Per l'associazione, gli AFMS rappresentano un supporto strategico per la presa in carico complessiva del paziente e possono contribuire a consolidare percorsi assistenziali all'interno delle reti oncologiche. FAVO chiede che la manovra preveda un primo intervento per garantirne l'accesso in tutto il Paese, in attesa del loro inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Sulla necessità di integrare la nutrizione nel percorso terapeutico interviene anche Maurizio Muscaritoli, presidente della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (SINuC): "La perdita di peso e di massa muscolare incide sulla risposta ai trattamenti, sulla loro tollerabilità e sulla sopravvivenza". Da qui la richiesta di regole di accesso omogenee per prodotti che, se prescritti e monitorati dal medico, costituiscono strumenti efficaci e sicuri. Per Antonella Lezo, presidente della Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (SINPE), serve un quadro nazionale che definisca criteri comuni di prescrizione ed erogazione e assicuri la continuità della presa in carico tra ospedale e territorio. Riccardo Caccialanza, segretario del Working Group Survivorship Care e Supporto Nutrizionale di Alleanza Contro il Cancro, richiama invece i benefici del supporto nutrizionale personalizzato sullo stato nutrizionale, sulla funzionalità e sulla qualità di vita, oltre che sulla riduzione delle complicanze e dei ricoveri prolungati. La richiesta si inserisce nel percorso istituzionale già avviato, che comprende il riconoscimento dello screening nutrizionale per i pazienti oncologici nella Legge di Bilancio dello scorso anno e il lavoro del Tavolo nazionale sulla sicurezza nutrizionale presso il Ministero della Salute. Le quattro organizzazioni chiedono ora che la manovra 2027 segni un ulteriore passo verso un accesso uniforme alla nutrizione clinica oncologica, a tutela dei pazienti e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

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