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tumore ovarico

07 Ottobre 2026

Tumore ovarico, terapia rimborsata ma test non uniforme. La richiesta al Ministero

Quattro organizzazioni chiedono di garantire a livello nazionale il test FRα/FOLR1 necessario per individuare le pazienti eleggibili alla nuova terapia mirata


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Garantire su tutto il territorio nazionale il test FRα/FOLR1 necessario per individuare le pazienti con tumore ovarico platino-resistente potenzialmente eleggibili al trattamento con mirvetuximab soravtansine. È la richiesta rivolta al Ministero della Salute da ACTO Italia, LOTO, ALTo e All.Can Italia, che hanno sottoscritto una lettera chiedendo un intervento normativo, organizzativo e finanziario.

Secondo le quattro organizzazioni, attualmente non esiste una modalità nazionale uniforme di codifica, finanziamento e remunerazione del test FRα/FOLR1. La sua esecuzione non sarebbe quindi garantita in modo omogeneo tra Regioni, strutture e centri oncologici. La questione riguarda l’accesso a mirvetuximab soravtansine, anticorpo-farmaco coniugato indicato nel comunicato come nuova possibilità terapeutica per le pazienti con malattia platino-resistente.

Per accedere al trattamento è necessaria l’esecuzione del test di immunoistochimica predittiva FRα/FOLR1, che rileva l’espressione del recettore alfa dei folati e permette di identificare le pazienti che possono beneficiare della terapia mirata. Per le associazioni, la disponibilità del test rappresenta quindi una componente necessaria del percorso terapeutico.

«Non è accettabile che il Servizio sanitario nazionale rimborsi una terapia mirata senza assicurare, nello stesso momento, anche il test necessario a identificare le donne che possono beneficiarne», afferma Ilaria Bellet, presidente di ACTO Italia. Secondo Sandra Balboni, presidente di LOTO, anche un ritardo nell’esecuzione dell’esame può incidere sull’accesso alle opportunità terapeutiche.

Le organizzazioni ricordano che in Italia oltre 52.000 donne vivono con una diagnosi di tumore ovarico e che ogni anno vengono registrati più di 5.400 nuovi casi. La malattia viene frequentemente diagnosticata in fase avanzata e presenta un elevato rischio di recidiva.

La richiesta al Ministero prevede l’inserimento del test FRα/FOLR1 nei Livelli essenziali di assistenza e il riconoscimento di una specifica prestazione tariffaria. In attesa dell’aggiornamento dei Lea, ACTO Italia, LOTO, ALTo e All.Can Italia propongono inoltre un fondo transitorio nazionale per finanziare l’esecuzione del test nelle strutture del Servizio sanitario nazionale per tutte le pazienti potenzialmente eleggibili.

Il tema sarà discusso il 27 ottobre al Senato durante la conferenza stampa “Tumore ovarico platino-resistente: il tempo della diagnosi è tempo di cura”, promossa dalla senatrice Elena Murelli. L’incontro sarà dedicato alle possibili soluzioni per integrare il testing FRα/FOLR1 nel percorso diagnostico-assistenziale.

Le quattro organizzazioni estendono infine la richiesta oltre il tumore ovarico: per ogni trattamento oncologico guidato da un biomarcatore, sostengono, dovrebbe essere garantita in modo uniforme anche la disponibilità del test validato necessario alla prescrizione.

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