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07 Ottobre 2026Il 9° Rapporto GIMBE fotografa finanziamento, personale, LEA e PNRR. Nel 2024 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a visite o esami, nel 2025 le famiglie hanno speso 42,4 miliardi

Un divario cumulativo di 32,3 miliardi di euro tra finanziamento del Servizio sanitario nazionale e spesa prevista nel triennio 2027-2029, 5,8 milioni di persone che nel 2024 hanno rinunciato a visite o esami e 42,4 miliardi di spesa sanitaria direttamente a carico delle famiglie nel 2025. Sono alcuni dei dati del 9° Rapporto sul Servizio sanitario nazionale della Fondazione GIMBE, presentato il 7 ottobre alla Camera dei Deputati. Il documento analizza finanziamento, spesa, LEA, personale, PNRR e ruolo del privato.
Sul finanziamento, GIMBE rileva che tra il 2023 e il 2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi, da 125,4 a 142,9 miliardi. Rapportando però le risorse al PIL, la Fondazione calcola 18,8 miliardi di minore finanziamento rispetto a uno scenario nel quale fosse rimasto costante il rapporto FSN/PIL del 2022, pari al 6,27%. Al netto dell'inflazione generale, inoltre, secondo GIMBE nel 2026 il finanziamento è sostanzialmente tornato ai livelli del 2010.
Il nodo si sposta ora sulla prossima legge di Bilancio. Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede una spesa sanitaria che passa da 148,8 miliardi nel 2026 a 151,7 miliardi nel 2027, fino a 160 miliardi nel 2029. L'incidenza sul PIL scende però dal 6,4% del 2026 al 6,3% nei tre anni successivi. Secondo i calcoli GIMBE, la distanza tra spesa prevista e Fondo sanitario raggiungerebbe 7,6 miliardi nel 2027, 10,7 nel 2028 e 14 miliardi nel 2029.
«Il nodo è capire con quali risorse verrà colmato questo divario», afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. In assenza di ulteriori stanziamenti, secondo la Fondazione, l'onere ricadrebbe sui bilanci regionali, con il rischio di aumenti delle imposte o riduzioni dei servizi.
Rinunce alle cure e divari regionali
Nel 2025 la spesa sanitaria complessiva ha raggiunto 190,1 miliardi: 140,8 miliardi di spesa pubblica, 42,4 miliardi sostenuti direttamente dalle famiglie e quasi 7 miliardi intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti. Rispetto al 2024 la spesa diretta delle famiglie è diminuita dell'1%, mentre quella intermediata è cresciuta del 10,1%; le assicurazioni sanitarie volontarie sono aumentate del 12,7%.
Sul fronte dell'accesso, nel 2024 oltre 5,8 milioni di persone, il 9,9% della popolazione, hanno dichiarato di avere rinunciato ad almeno una visita o un esame, contro il 7,6% del 2023. Circa 4 milioni indicano tra le cause i tempi di attesa e 3,1 milioni le difficoltà economiche, con possibilità di indicare entrambe le motivazioni.
Migliora invece formalmente la situazione dei LEA: nel 2024 risultano adempienti 18 Regioni e Province autonome su 21, rispetto alle 13 del 2023. Sei delle 18 presentano però almeno una macro-area con un punteggio tra 60 e 69. La mobilità sanitaria interregionale ha inoltre raggiunto 5,15 miliardi nel 2023, il valore più alto dal 2010.
Personale, un medico su quattro fuori dal Ssn
Il Rapporto dedica un capitolo alla capacità del servizio pubblico di attrarre professionisti. Dei 339.256 medici censiti dall'OCSE, almeno 88.258, pari al 26,1%, non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi formativi post-laurea. GIMBE stima inoltre, al 1° gennaio 2025, un deficit di 5.716 medici di medicina generale e 497 pediatri di libera scelta.
Più marcato il deficit infermieristico rispetto agli standard internazionali: l'Italia conta 6,9 infermieri ogni 1.000 abitanti contro 9,7 della media OCSE. Quasi 80.000 infermieri censiti dall'OCSE, il 19,6%, non lavorano nel Ssn. La retribuzione degli infermieri ospedalieri risulta inferiore del 27% alla media OCSE a parità di potere d'acquisto.
Nel biennio 2024-2025, intanto, i contratti per servizi di fornitura di personale hanno raggiunto 1,06 miliardi. Nel solo 2025 la spesa è aumentata del 15% e quella riferita specificamente al personale medico del 62%.
PNRR, per GIMBE ora va misurato l'impatto sui servizi
Sul PNRR, il Governo ha trasmesso il 29 settembre alla Commissione europea la decima e ultima richiesta di pagamento. Per la Missione 6 Salute comprende nove target e una milestone. GIMBE precisa che, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, tre obiettivi risultano verificabili in modo indipendente, mentre per gli altri sette non sono disponibili elementi sufficientemente dettagliati. Questo, sottolinea la Fondazione, non significa che gli obiettivi non siano stati raggiunti.
Per Cartabellotta, dal 2027 il passaggio sarà verificare «se i servizi sono realmente operativi, se dispongono di personale adeguato e quale impatto producono su accesso, esperienza dei pazienti, esiti di salute ed efficienza del SSN». GIMBE propone quindi un monitoraggio pubblico almeno semestrale della Missione 6 e aggiorna il proprio Piano di rilancio del Ssn articolato in 16 linee di intervento, dal finanziamento al personale, dai LEA all'assistenza territoriale, fino a sanità integrativa, prevenzione, ricerca e digitalizzazione.
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