geriatria
02 Ottobre 2026I geriatri accolgono positivamente il Piano nazionale per fragilità e non autosufficienza e chiedono investimenti per tradurlo in percorsi assistenziali concreti

Il Piano nazionale per l'assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana rappresenta "un punto di svolta", ma la sua attuazione dovrà essere accompagnata da servizi, professionalità, risorse e percorsi assistenziali concretamente disponibili. È la posizione della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) sul Piano presentato il 29 settembre dalla viceministra del Lavoro e delle Politiche sociali e presidente del Cipa Maria Teresa Bellucci, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
"Il Piano rappresenta un passaggio di grande rilevanza per la politica sanitaria e sociale italiana, perché per la prima volta il nostro Paese dispone di uno strumento nazionale specificamente rivolto alla prevenzione e alla presa in carico della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana", afferma Dario Leosco, presidente della Sigg e ordinario di Geriatria all'Università Federico II di Napoli.
Secondo Leosco, il Piano riconosce la necessità di affrontare invecchiamento e non autosufficienza attraverso una visione globale della persona anziana, considerando insieme le dimensioni clinica, funzionale, cognitiva, psicologica e sociale.
Tra gli aspetti indicati dalla Sigg figurano la prevenzione della fragilità e della perdita di autonomia, la valutazione multidimensionale, la personalizzazione degli interventi e l'integrazione tra assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale. Per i geriatri, il sistema deve passare dalla semplice erogazione delle prestazioni a una presa in carico continuativa.
"È importante che il sistema passi dalla semplice erogazione di prestazioni alla presa in carico continuativa della persona anziana, attraverso una rete capace di mettere in comunicazione medicina generale, geriatria, servizi territoriali, assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi sociali", sottolinea Leosco. Continuità assistenziale e valutazione multidimensionale vengono indicate come condizioni necessarie per appropriatezza e qualità delle cure.
La Sigg richiama inoltre l'attenzione attribuita dal Piano alla permanenza dell'anziano nel proprio ambiente di vita, quando possibile e appropriato, e al sostegno delle famiglie e dei caregiver.
Il nodo, secondo la società scientifica, sarà ora l'attuazione. "Questo Piano può costituire una vera svolta nel modello italiano di long-term care, ma il suo successo dipenderà dalla capacità di tradurre gli indirizzi programmatori in servizi, professionalità, risorse e percorsi assistenziali concretamente disponibili per gli anziani e le loro famiglie", afferma Leosco.
La Sigg indica come prioritari investimenti nella rete territoriale, nella formazione dei professionisti, nell'assistenza domiciliare e residenziale e nei sistemi di valutazione e monitoraggio. L'obiettivo indicato è anche ridurre le attuali disuguaglianze territoriali nell'accesso all'assistenza.
"L'Italia ha compiuto un passo importante. Adesso è necessario fare in modo che il diritto a un'assistenza appropriata, integrata e personalizzata non dipenda dal luogo in cui una persona anziana vive", conclude Leosco. La Sigg ha infine confermato la disponibilità a collaborare con le istituzioni per l'attuazione del Piano.
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