fumo
29 Luglio 2026Per il presidente della Società italiana di farmacologia Genazzani se si vuole ridurre il numero dei fumatori il prezzo dei prodotti a base di tabacco deve crescere in maniera significativa

“Non possiamo continuare a considerare il prezzo delle sigarette come una semplice voce fiscale da utilizzare per far quadrare temporaneamente i conti pubblici. Il fumo provoca dipendenza, malattie e morti evitabili. Di fronte a queste conseguenze non sono accettabili esitazioni, compromessi, opportunismi politici e aumenti puramente simbolici. Francia, Regno Unito e Australia hanno dimostrato che sul tabagismo si interviene con politiche strutturali, continuative e riconoscibili. Anche l’Italia deve assumersi questa responsabilità”.
La presa di posizione di Armando Genazzani, presidente della Società italiana di farmacologia, fa seguito al dibattito nato in questi giorni sull’ipotesi - ventilata dal governo e poi, a quanto pare, accantonata - di aumentare la tassazione sulle sigarette.
“Se si vuole davvero ridurre il numero dei fumatori, il prezzo dei prodotti del tabacco deve crescere in maniera significativa”, continua Genazzani. “Cinque euro in più rappresentano una misura chiara, immediatamente percepibile e potenzialmente efficace, soprattutto per impedire che adolescenti e giovani diventino i fumatori di domani. Non è una misura contro i fumatori: è una misura contro la dipendenza e contro le malattie causate dal tabacco”.
Esempi da seguire
Sif fa notare che “le esperienze internazionali indicano con chiarezza la direzione da seguire. In Francia, l’aumento di due euro del prezzo del pacchetto tra il 2016 e il 2019 è stato accompagnato da una riduzione del 17% dei consumi nello stesso periodo. Nel Regno Unito, le accise sui prodotti del tabacco vengono aggiornate regolarmente e sono state aumentate anche oltre il tasso d’inflazione. Anche l’Australia ha adottato nel tempo incrementi consistenti e ripetuti delle accise, a partire dall’aumento del 25% del 2010 e attraverso successive maggiorazioni annuali”.
Da ricordare inoltre che Sif sostiene da tempo la campagna “5 euro contro il fumo”, promossa da Aiom, Fondazione Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e Fondazione Umberto Veronesi ETS e focalizzata sulla proposta di aumentare di cinque euro il prezzo dei prodotti contenenti tabacco o nicotina. Obiettivo: utilizzare la leva fiscale in modo deciso per ridurre i consumi e tutelare concretamente la salute pubblica
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