Dazi
22 Luglio 2026L'associazione commenta l'annuncio dell'amministrazione Trump: "La sicurezza degli approvvigionamenti si rafforza con politiche industriali, non con nuove barriere"

L'ipotesi di introdurre dazi statunitensi sui farmaci generici a partire dal 2028 rischia di mettere sotto pressione le catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali e di avere ripercussioni sulla disponibilità delle cure. A lanciare l'allarme è Egualia, l'associazione che rappresenta le aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull'intenzione dell'amministrazione americana di applicare tariffe ai medicinali fuori brevetto. "Le dichiarazioni odierne del presidente americano rappresentano un cambio di scenario che merita la massima attenzione", afferma il presidente di Egualia, Riccardo Zagaria. "Pur prendendo atto del periodo transitorio annunciato, l'introduzione di dazi sui farmaci generici rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale".
Secondo l'associazione, i medicinali fuori brevetto costituiscono un elemento fondamentale per la salute pubblica e per la sostenibilità dei sistemi sanitari, garantendo ogni giorno la continuità terapeutica a milioni di pazienti. Per questo, sottolinea Zagaria, dovrebbero rimanere esclusi dalle dispute commerciali. Egualia ricorda che i farmaci equivalenti rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti e che la loro produzione si basa su filiere globali altamente integrate, nelle quali principi attivi, eccipienti, confezionamento e produzione finale coinvolgono Paesi diversi. L'introduzione di barriere commerciali, osserva l'associazione, potrebbe aggravare le tensioni già esistenti nelle catene di fornitura, aumentando i costi di produzione e mettendo a rischio la continuità delle forniture. "L'esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto sia fondamentale poter contare su filiere produttive resilienti, diversificate e integrate a livello internazionale", evidenzia Zagaria. "Misure che ostacolano la libera circolazione dei farmaci possono compromettere la disponibilità dei medicinali per i pazienti".
Pur condividendo l'obiettivo di rafforzare la capacità produttiva nazionale, Egualia ritiene che questo debba essere perseguito attraverso strumenti diversi dai dazi. "Occorrono politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive, anziché misure tariffarie che rischiano di alterare gli equilibri di un mercato globale profondamente integrato", afferma il presidente dell'associazione. "Se l'obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, bisogna sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali", conclude Zagaria. "I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un'infrastruttura strategica per la salute pubblica. Qualsiasi misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione rischia di tradursi in una minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e un minore accesso alle cure per i pazienti".
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