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31 Agosto 2026

Liste d’attesa, entra in vigore il Piano 2026-2028. Nuove regole per Cup e Regioni

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa: direzioni aziendali e le Regioni hanno 120 giorni per adottare i Piani regionali


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Il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d'attesa (Pngla) 2026-2028, adottato con decreto del Ministero della Salute e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, definisce le linee di indirizzo per la programmazione sanitaria nazionale. Il provvedimento integra l'ottimizzazione dell'offerta di prestazioni con interventi strutturali sul governo della domanda. Il testo, articolato in sette allegati tecnici, interviene direttamente sulla specialistica ambulatoriale, sui ricoveri programmati e sui percorsi di presa in carico. Regioni e Province autonome hanno a disposizione 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto per adottare i relativi piani attuativi locali, i quali saranno soggetti a successivo aggiornamento annuale.

All’inizio del documento, il Ministero della Salute rileva come i precedenti piani sull'offerta fossero parziali, attribuendo anche ai limiti strutturali dei sistemi informativi nel rilevare l'effettivo fabbisogno epidemiologico, sia espresso sia inespresso, e nel monitorare l'appropriatezza prescrittiva. Per superare questa fase di stallo, il nuovo assetto programmatico vincola le aziende sanitarie a fondare la pianificazione non solo sulla capacità di erogare le prestazioni, ma anche sull'analisi epidemiologica e sui comportamenti prescrittivi attraverso l’applicazione sistematica di linee guida e buone pratiche cliniche, individuate come strumenti principali per orientare la condotta medica.

Riguardo l'attività prescrittiva, per tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali viene stabilito l'obbligo di indicare in ricetta la tipologia di accesso, la classe di priorità e il quesito diagnostico. Restano confermati i tempi massimi normativi per i primi accessi relativi alle classi U (72 ore), B (10 giorni), D (30-60 giorni) e P (120 giorni). Il Piano specifica che la classe di priorità deve essere determinata esclusivamente sulla base del bisogno clinico del paziente, indipendentemente dalla disponibilità d'agenda della struttura. In termini di continuità assistenziale e presa in carico, le prestazioni successive al primo accesso dovranno essere prescritte direttamente dallo specialista che ha in carico il paziente, superando il rinvio al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta per le sole ricette di controllo. I sistemi regionali dovranno quindi consentire la prenotazione della prestazione successiva contestualmente alla visita specialistica.

Il provvedimento dispone l'obbligo per le amministrazioni regionali di far confluire nei Cup tutte le agende di prenotazione, comprese quelle della libera professione intramuraria e delle strutture private accreditate, al fine di centralizzare l'offerta e standardizzare il monitoraggio complessivo. I Cup dovranno inoltre implementare sistemi di promemoria e richiamo per gli assistiti, con richiesta di conferma o disdetta della prestazione da formulare almeno due giorni lavorativi prima dell'appuntamento. In conformità con il decreto-legge 73/2024, in caso di mancata presentazione senza giustificata disdetta tutti gli utenti dovranno pagare la quota di partecipazione al costo, fatte salve cause di forza maggiore, allo scopo di contrastare il fenomeno degli appuntamenti deserti e rendere nuovamente disponibili le ore liberate.

Il modello dei Raggruppamenti di attesa omogenei (Rao) viene esteso ai ricoveri programmati in ambito chirurgico, con tempistiche differenziate secondo criteri clinici espliciti e coerentemente con i requisiti di volume ed esito del DM 70/2015. Il Piano assegna un ruolo strutturale nella programmazione alle reti territoriali previste dal DM 77/2022, alla farmacia dei servizi, alla telemedicina, al telemonitoraggio e teleconsulto per il filtro di appropriatezza. Il sistema di monitoraggio si raccorderà con la Piattaforma nazionale delle liste d'attesa e con i flussi del Sistema Tessera sanitaria, introducendo anche modalità di raccolta delle segnalazioni degli utenti per finalità di trasparenza e responsabilità amministrativa.

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