Biologi
22 Luglio 2026La Federazione sollecita un tavolo tecnico con Ministeri e Fnob per evitare sovrapposizioni con Dietisti, Tecnici di laboratorio e Tecnici della prevenzione

La revisione del Dpr 328/2001 sull'accesso alla professione di Biologo rischia di creare sovrapposizioni con le competenze di altre professioni sanitarie e di avere ripercussioni sulla qualità dell'assistenza. È l'allarme lanciato dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP), che chiede l'apertura di un tavolo tecnico con i ministeri della Salute e dell'Università e con la Federazione nazionale degli Ordini dei Biologi (Fnob). La Federazione interviene sul testo di riforma del Dpr 328 del 2001, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, esprimendo preoccupazione per la ridefinizione dei requisiti di accesso alla professione di Biologo. Secondo la FNO TSRM e PSTRP, il provvedimento estenderebbe le competenze dei Biologi in ambiti già disciplinati dalla normativa e attribuiti a professionisti con una formazione clinica e tecnica specifica, come Dietisti, Tecnici sanitari di laboratorio biomedico e Tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro.
"Si tratta di un tema che incide direttamente sulla salute pubblica e sulla sicurezza delle cure", afferma il presidente della FNO TSRM e PSTRP, Diego Catania. "Attribuire ai Biologi competenze cliniche, diagnostiche e di prevenzione proprie di profili sanitari specificamente formati significa minare il sistema di garanzie del Servizio sanitario nazionale". Tra i punti più contestati c'è quello relativo all'attività nutrizionale. Marco Tonelli, presidente della Commissione di albo nazionale dei Dietisti, sottolinea la necessità di delimitare chiaramente le competenze nell'elaborazione di piani dietetici e nutrizionali, soprattutto nei contesti clinici. In assenza di modifiche, avverte, si determinerebbe "una totale e inammissibile sovrapposizione" tra le competenze del Biologo nutrizionista e quelle, già regolamentate, del Dietista. Anche i Tecnici sanitari di laboratorio biomedico chiedono che vengano eliminate possibili aree di confusione. "È necessario evitare qualsiasi sovrapposizione con le attività già attribuite dalla normativa ai Tslb", afferma Fabio Corbino, presidente della Commissione di albo nazionale. La richiesta è quella di introdurre specifici meccanismi di tutela delle competenze esclusive della professione, per garantire responsabilità professionale, qualità del dato analitico e sicurezza degli assistiti. Sul fronte della prevenzione, Vincenzo Di Nucci, presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, richiama il parere espresso dal Consiglio superiore di sanità il 9 giugno scorso. Secondo tale parere, lo schema di decreto non attribuisce ai Biologi funzioni di vigilanza amministrativa, accertamento ispettivo o segnalazione di violazioni di legge, attività che spettano esclusivamente ai Tecnici della prevenzione in qualità di pubblici ufficiali e ufficiali di polizia giudiziaria. Per questo la categoria chiede che il principio venga esplicitato nel testo definitivo del decreto.
La Federazione richiama inoltre il quadro normativo vigente, sostenendo che la riforma dell'esame di Stato debba restare nei limiti fissati dalla legge 163/2021 e dai decreti ministeriali del 2023, senza modificare i profili professionali. Ricorda inoltre il divieto di sovrapposizione tra competenze già attribuite a diverse professioni sanitarie, previsto dalla legge 43/2006 e ribadito dalla legge 3/2018. Secondo la FNO TSRM e PSTRP, l'approvazione definitiva del provvedimento senza modifiche potrebbe produrre conseguenze rilevanti sia sul piano professionale sia su quello assistenziale, con ricadute sulla qualità delle prestazioni diagnostiche, nutrizionali e di controllo ambientale. Per questo la Federazione ha inviato ai ministeri della Salute e dell'Università una richiesta formale per l'istituzione di un tavolo tecnico, con il coinvolgimento della Fnob, con l'obiettivo di individuare soluzioni condivise che garantiscano la sicurezza dei cittadini, la qualità delle cure e la chiarezza delle competenze tra le diverse professioni sanitarie.
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