Intervista
29 Settembre 2026Stefano Lorusso, autore del volume "Sanità di comunità", edito da Edra, racconta a Doctor33 la trasformazione dell'assistenza territoriale

"Parlare di sanità di comunità significa parlare di valore in sanità". È questo il punto di partenza di Stefano Lorusso, autore del volume "Sanità di comunità. Modelli, strumenti e prospettive per il futuro del Servizio sanitario nazionale", pubblicato da Edra, intervistato da Sanità33 sulle trasformazioni dell'assistenza territoriale. Nel libro, spiega Lorusso, il concetto di valore non riguarda soltanto "l'efficacia clinica e la sicurezza delle cure", ma anche il vissuto del paziente e il modo in cui gli assistiti percepiscono il proprio stato di salute e l'accesso ai servizi. "Si crea valore per la comunità quando si eleva l'aspettativa di vita in buona salute dei nostri assistiti in un contesto di sostenibilità", sottolinea.
La sanità di comunità, aggiunge, significa concentrarsi sulla valutazione multidimensionale dei bisogni e sull'integrazione sociosanitaria, ma anche considerare la persona all'interno delle sue relazioni sociali e ambientali. Nel volume questo approccio viene articolato attraverso diverse "comunità": dalla prossimità alla rete ospedaliera, dalla comunità digitale a quella di filiera, fino al rapporto con ambiente e clima. "Il valore in sanità è l'esito di interazioni, è l'esito di relazioni tra diverse comunità", afferma. Un modello che si confronta direttamente con l'attuazione della riforma dell'assistenza territoriale. Sul ruolo delle Case della comunità, Lorusso osserva che gli investimenti del Pnrr hanno portato alla realizzazione dell'infrastruttura organizzativa e tecnologica prevista, mentre la sfida è ora quella dell'integrazione. "Il principale rischio è che a livello locale le singole strutture organizzative previste dal DM77 possano essere state immaginate senza aver sviluppato compiutamente una visione complessiva del modello organizzativo", spiega.
La Casa della comunità, nella sua visione, non è quindi soltanto una struttura fisica: "È il luogo vero dell'integrazione sociosanitaria" e dovrebbe diventare anche uno spazio di partecipazione della comunità. Per arrivare a una presa in carico effettiva, aggiunge, occorre integrare tutte le componenti territoriali, dalla medicina generale alla farmacia, fino alle UCA e ai servizi sociali. L'altro grande asse del libro è la trasformazione digitale. Fascicolo sanitario elettronico, Piattaforma nazionale di telemedicina ed Ecosistema dei dati sanitari possono, secondo l’autore, consentire un passaggio "dal dato amministrativo al dato clinico, al dato nativo digitale", mettendo informazioni tempestive e interoperabili a disposizione dei professionisti e degli assistiti. "Questi progetti non solo realizzeranno una semplificazione e velocizzazione dei processi amministrativi e sanitari", conclude, "ma l'obiettivo più ambizioso è proprio quello di ridurre i divari territoriali".
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