Giornata mondiale del cuore
29 Settembre 2026Confindustria Dispositivi Medici e sei società scientifiche rilanciano un Piano cardiovascolare con PDTA nazionali e maggiore integrazione tra ospedale e territorio

Un Piano cardiovascolare nazionale che integri prevenzione, screening, assistenza territoriale e ospedaliera, con percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali omogenei e una presa in carico continuativa dei pazienti. È la proposta rilanciata da Confindustria Dispositivi Medici insieme ad ANMCO, AIAC, GISE, ITACARE-P, SIC e SICVE in occasione della Giornata mondiale del cuore del 29 settembre.
La proposta punta a rendere strutturali gli strumenti sviluppati anche attraverso il PNRR e si inserisce nel quadro della strategia europea del Safe Hearts Plan. Al centro c'è la necessità di superare la frammentazione dei percorsi tra ospedale e territorio, dalla prevenzione e diagnosi al trattamento e al follow-up.
Secondo i dati riportati nel comunicato, le malattie cardiovascolari rappresentano oltre il 30% dei decessi in Italia, mentre i ricoveri per queste patologie pesano per oltre 16 miliardi di euro l'anno. Circa un ricovero su quattro per scompenso cardiaco o fibrillazione atriale, viene inoltre stimato, potrebbe essere evitato attraverso una gestione più efficace sul territorio.
«La frammentazione ancora presente tra ospedale e territorio e le differenze nell'organizzazione dell'assistenza rendono necessario rafforzare la presa in carico multidisciplinare e definire PDTA nazionali per le principali patologie cardiovascolari», dichiarano GISE, ITACARE-P e SIC. L'obiettivo indicato è trasformare l'individuazione precoce del rischio in percorsi assistenziali integrati e omogenei.
Sul territorio, il Piano propone di valorizzare medici di medicina generale, farmacie e Case della Comunità. Telemedicina e monitoraggio dovrebbero essere integrati con l'assistenza ospedaliera e con il follow-up, rendendo stabili le capacità organizzative e tecnologiche sviluppate con il PNRR.
Tra le dieci priorità indicate figurano inoltre programmi continuativi di prevenzione primaria e secondaria, uno screening uniforme per ipertensione, aritmie, dislipidemie e diabete, PDTA nazionali, riduzione dei ricoveri evitabili e degli accessi impropri e modelli multidisciplinari di presa in carico. Il Piano propone infine di allineare programmazione e risorse ai bisogni di salute e sostenere l'innovazione organizzativa e digitale.
Un primo riferimento per la standardizzazione dei percorsi, sottolinea il comunicato, è già disponibile: il Ministero della Salute ha sviluppato una metodologia per valutare i PDTA, applicata inizialmente allo scompenso cardiaco attraverso indicatori di processo e di esito.
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