Farmaci
23 Aprile 2026L’analisi segnala crescita della spesa privata e ruolo stabilizzante dei farmaci a brevetto scaduto

Cresce la spesa farmaceutica a carico dei cittadini e si riduce la copertura pubblica, mentre i farmaci a brevetto scaduto continuano a contenere i costi del sistema. In questo scenario, Egualia lancia un avvertimento: intervenire sui prezzi di rimborso degli off-patent, nell’ambito della revisione del prontuario da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco prevista dalla legge di bilancio 2026, rischia di tradursi in un aumento diretto della spesa per i cittadini. L’allarme si basa su un’analisi realizzata da Pharma Data Factory per l’Osservatorio Egualia, che evidenzia come la farmaceutica territoriale non sia “fuori controllo”, ma stia attraversando una fase di trasformazione legata a fattori estranei ai farmaci fuori brevetto. Dopo anni di sostanziale stabilità, infatti, la crescita della spesa è trainata soprattutto dai farmaci coperti da brevetto e, in particolare, dalla componente di acquisto privato.
I dati mostrano una divaricazione netta: mentre i farmaci in-patent registrano un aumento sostenuto, quelli off-patent restano sostanzialmente stabili (+0,4%). Un andamento che, secondo l’analisi, non indica debolezza ma conferma la funzione sistemica di questi medicinali, che continuano a garantire volumi elevati, terapie consolidate e contenimento della spesa. Nonostante questo, proprio i farmaci a brevetto scaduto risultano al centro della revisione del prontuario Aifa. Tra i primi target ci sono gli inibitori di pompa protonica (PPI), per i quali la spesa pubblica è in calo (-7,7%) mentre quella privata è in crescita (+8%). Un segnale, secondo Egualia, di un progressivo spostamento del peso economico sui cittadini. “Non si tratta di un problema di livello della spesa, bensì della sua composizione: i dati confermano come quella per farmaci non coperti da brevetto sia in costante diminuzione”, afferma Riccardo Zagaria. In questo contesto, avverte, un intervento sui prezzi rischia di essere controproducente: “Un’eventuale revisione del prontuario che incida ulteriormente su questa categoria di medicinali rischierebbe di produrre effetti non coerenti con gli obiettivi di sostenibilità complessiva del sistema”.
Il nodo, secondo l’associazione, riguarda anche la sostenibilità industriale. L’aumento dei costi di produzione, legato al contesto internazionale, riduce i margini delle aziende produttrici di equivalenti, rendendo difficile assorbire ulteriori tagli. “Le aziende non dispongono di margini per adeguare i prezzi senza compromettere la continuità delle forniture; ne conseguirebbe un trasferimento dell’onere interamente sui pazienti”, sottolinea Zagaria. Pur riconoscendo la necessità di una revisione periodica del prontuario, Egualia invita a una valutazione attenta delle aree di intervento e degli effetti attesi. “Va difesa la funzione stabilizzante che l’off-patent continua a svolgere”, ribadisce il presidente, indicando come priorità il contrasto alla crescita della spesa privata. È proprio questo, infatti, il dato che più preoccupa: l’aumento dell’acquisto out-of-pocket viene letto come un segnale di arretramento del Servizio sanitario nazionale su una parte della farmaceutica territoriale. “L’incremento dell’acquisto diretto è il segnale che il Ssn sta scaricando i risparmi realizzati sulle tasche dei pazienti”, conclude Zagaria.
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