Riabilitazione
27 Marzo 2026Pronto lo schema di decreto Salute-Mef. Ad aprile il passaggio in Conferenza Stato-Regioni: aggiornati i DRG post acuzie, ma la riforma strutturale resta in attesa

Arriva sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni, convocata per aprile, lo schema di decreto che aggiorna le tariffe per la riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza post acuzie. Il provvedimento, messo a punto dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, vale complessivamente 349,6 milioni di euro annui a partire dal 2026 e segna un incremento medio del 14,7% rispetto ai valori attuali. Si tratta di un aggiornamento atteso da anni, che interviene su un sistema tariffario fermo al 2012 e ormai non più in linea con i costi reali di produzione delle prestazioni, cresciuti per effetto dell’innovazione tecnologica, dell’aumento del costo del personale e della maggiore complessità clinica dei pazienti.
Il decreto definisce nuove tariffe massime di riferimento per le prestazioni erogate in post acuzie, valide su tutto il territorio nazionale e utilizzate anche per la compensazione della mobilità sanitaria interregionale. Un aspetto tutt’altro che marginale, considerando che oltre il 15% dei ricoveri riabilitativi avviene fuori regione. Il cuore del provvedimento è l’aggiornamento delle tariffe giornaliere, che restano articolate per categorie diagnostiche maggiori (MDC), ma con valori significativamente più elevati. Per la riabilitazione funzionale (codice 56), che rappresenta quasi il 90% delle giornate di degenza, gli aumenti sono consistenti: la neurologia (MDC 1) sale del 21%, mentre crescono anche le tariffe per l’area cardiologica, respiratoria e muscolo-scheletrica. Una scelta, quella di premiare maggiormente la riabilitazione neurologica, coerente con i maggiori costi e la complessità assistenziale di questi pazienti. Particolare attenzione viene riservata alle casistiche più gravi. I pazienti con grave cerebrolesione acquisita arrivano a una tariffa di 500 euro al giorno, mentre per le mielolesioni più severe si sale a 545 euro, senza riduzioni oltre soglia. Anche la lungodegenza post acuzie registra un incremento rilevante: da 154 a 190 euro al giorno, con un aumento superiore al 23%. Per i pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza la tariffa raggiunge i 320 euro.
Resta invece invariato l’impianto dei meccanismi di abbattimento tariffario: oltre le soglie di degenza, la remunerazione si riduce del 40% per i ricoveri ordinari, mentre per i ricoveri diurni si applica una riduzione del 20%. Un altro punto chiave riguarda il ruolo delle Regioni. Il decreto lascia margini di autonomia nella definizione dei tariffari locali, purché nel rispetto dei vincoli di bilancio. Le Regioni potranno riconoscere tariffe superiori, ma a carico dei propri bilanci, oppure adottare valori inferiori per incentivare appropriatezza e deospedalizzazione. Dal punto di vista finanziario, l’impatto non sarà uniforme. La Lombardia registra l’incremento più elevato, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna. Tra le regioni del Mezzogiorno, la Campania si attesta intorno ai 23,7 milioni. Un dato rilevante riguarda la distribuzione delle risorse: circa il 70% dell’incremento, pari a 244,5 milioni, andrà alle strutture private accreditate, che oggi coprono la maggior parte dell’offerta riabilitativa nazionale.
Alla base del nuovo tariffario c’è una revisione metodologica: il Ministero ha condotto una rilevazione campionaria dei costi reali su oltre 2 milioni di giornate di degenza, da cui è emerso uno scostamento medio del 13,8% tra tariffe vigenti e costi effettivi. Un gap che ha guidato l’adeguamento. Resta però aperto il nodo della riforma strutturale del sistema. Il decreto si limita infatti ad aggiornare i valori economici mantenendo l’attuale classificazione, rinviando a un successivo intervento – a risorse invariate – la revisione più profonda legata ai livelli di complessità della riabilitazione introdotti nel 2021.
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