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Chirurgia

27 Marzo 2026

Infezioni chirurgiche, fino al 55% prevenibile. Al Senato il nodo degli standard nazionali

Al Senato discussa la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico: fino al 55% dei casi evitabile, ma manca un’applicazione uniforme delle misure a livello nazionale


chirurgia bariatrica

Le infezioni del sito chirurgico rappresentano il 10,5% delle infezioni correlate all’assistenza e fino al 55% dei casi può essere prevenuto con l’adozione sistematica di buone pratiche sostenute da evidenze. È quanto emerso nel corso di una conferenza stampa promossa dal senatore Ignazio Zullo, presidente dell’Intergruppo per la prevenzione delle ICA, tenutasi a Palazzo Madama.

Secondo quanto riportato, lo sviluppo di un’infezione del sito chirurgico comporta un aumento fino a 17 giorni della degenza media, con un incremento dei costi per il Servizio sanitario nazionale pari al 50% nei casi ordinari e fino al raddoppio nei casi più complessi, oltre a un aumento dei ricoveri successivi.

Nel corso dell’incontro è stata evidenziata la necessità di superare l’attuale approccio “raccomandatorio” e di rendere omogenea e sistematica l’applicazione delle misure di prevenzione su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo indicato è integrare in modo strutturato gli interventi già identificati dalla comunità scientifica nelle routine assistenziali.

“Le infezioni del sito chirurgico non sono una fatalità, e i dati dell’Iss ce lo confermano: fino al 55% può essere prevenuto adottando buone pratiche sostenute da evidenze”, ha dichiarato Zullo, sottolineando la necessità di definire “regole chiare e strumenti condivisi” per trasformare le indicazioni esistenti in standard nazionali.

Tra le proposte emerse figurano la definizione di obiettivi vincolanti per le direzioni aziendali, associati a indicatori misurabili e integrati nei sistemi di valutazione della performance, e lo sviluppo di sistemi informativi interoperabili per la gestione dei dati.

Sul piano clinico-organizzativo è stata indicata l’applicazione sistematica di interventi nelle fasi pre, intra e post operatorie, insieme al rafforzamento delle attività di prevenzione, alla presenza adeguata di personale e all’uso integrato delle tecnologie per il controllo degli ambienti, il monitoraggio dei pazienti e il follow-up, anche attraverso strumenti di telemedicina. Tra le misure richiamate rientra anche il mantenimento della normotermia nel periodo perioperatorio.

Ulteriori azioni riguardano l’adozione di protocolli standardizzati, il potenziamento dei sistemi di sorveglianza anche dopo la dimissione e il rafforzamento della formazione e delle attività di verifica.

La sistematizzazione delle misure di prevenzione trova nel Piano nazionale per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all’assistenza, attualmente in definizione, il possibile ambito di integrazione e sviluppo per garantirne un’applicazione omogenea a livello regionale.

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