Alzheimer
26 Marzo 2026Il sottosegretario alla Salute segnala l’assenza di rimborsabilità nei principali Paesi UE per lecanemab e donanemab

Nei principali Paesi europei non è stata approvata la rimborsabilità dei farmaci anti-Alzheimer lecanemab e donanemab. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, rispondendo il 25 marzo in Commissione Affari sociali della Camera a interrogazioni sul tema.
Secondo quanto riferito, nel Regno Unito il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) non raccomanda l’uso routinario dei due anticorpi monoclonali nel Servizio sanitario nazionale. In Francia, l’Haute Autorité de Santé (Has) ha espresso una valutazione negativa per lecanemab ai fini del rimborso e ha negato l’accesso precoce per donanemab. Nei Paesi Bassi l’orientamento è verso un utilizzo limitato e controllato, mentre in Germania per lecanemab è stata rilevata l’assenza di beneficio aggiuntivo.
In Italia, ha ricordato Gemmato, la decisione sulla rimborsabilità è affidata all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e in particolare alla Commissione scientifica ed economica del farmaco (Cse), che sta valutando le richieste relative ai due medicinali. Lecanemab e donanemab sono stati autorizzati a livello europeo rispettivamente il 15 aprile 2025 e il 25 settembre 2025 per specifiche popolazioni di pazienti nelle fasi iniziali della malattia.
Nel corso dell’iter autorizzativo europeo, ha aggiunto il sottosegretario, sono emerse posizioni differenziate tra gli Stati membri, legate alle incertezze sul profilo beneficio-rischio, in particolare per quanto riguarda la sicurezza e la gestione degli eventi avversi nella pratica clinica, oltre alla limitata evidenza sugli outcome.
Gemmato ha infine ribadito che resta “ferma l’attenzione del ministero e delle istituzioni per garantire un accesso equo e tempestivo alle cure”, nel rispetto delle valutazioni tecnico-scientifiche in corso.
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