Giornata Mondiale Obesità
04 Marzo 2026Oggi si svolge in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell'Obesità, promossa dalla World Obesity Federation

La Società Italiana dell’Obesità (SIO) ha presentato il 4 marzo a Roma, al Senato della Repubblica, il Manifesto di Erice 2026, documento programmatico con dieci linee d’azione per il contrasto all’obesità e per il riconoscimento istituzionale della malattia nel Servizio sanitario nazionale. L’iniziativa è stata annunciata in occasione della Giornata mondiale contro l’obesità.
Secondo la società scientifica, le risorse previste dalla Legge Pella risultano insufficienti rispetto alla dimensione del problema. Il finanziamento stabilito dalla norma – 700.000 euro per il 2025, 800.000 euro per il 2026 e 1,2 milioni annui dal 2027 – equivale, secondo la stima della SIO, a circa 15 centesimi all’anno per ciascuno dei circa 6 milioni di pazienti con obesità presenti in Italia.
«Nonostante lo sforzo normativo della Legge Pella, abbiamo bisogno di fare di più se vogliamo contrastare l’epidemia di obesità, una malattia cronica, complessa e recidivante», ha dichiarato Silvio Buscemi, presidente della SIO. «Per questo abbiamo deciso di promuovere il Manifesto di Erice 2026, un piano d’azione per favorire l’accesso equo alle cure e contrastare lo stigma».
Il documento individua dieci priorità di intervento. Tra queste, la richiesta di inserire l’obesità tra i Livelli essenziali di assistenza (LEA) per garantire diagnosi precoce e presa in carico su tutto il territorio nazionale. «Il mondo scientifico italiano riconosce l’obesità quale malattia cronica, progressiva e recidivante, che necessita di diagnosi precoce, presa in carico strutturata e inclusione nei LEA», ha spiegato Buscemi.
Un altro punto centrale riguarda la definizione di percorsi assistenziali multidisciplinari nel Servizio sanitario nazionale. Secondo la SIO, la gestione dell’obesità dovrebbe integrare nutrizione clinica, attività fisica, supporto psicologico, terapie farmacologiche e chirurgia bariatrica.
Nel Manifesto viene inoltre indicata la necessità di garantire equità nell’accesso alle terapie farmacologiche, superando le disuguaglianze territoriali e favorendo l’inserimento dei trattamenti in percorsi regolati e monitorati all’interno del SSN. Il documento richiama anche il ruolo delle politiche di prevenzione, con interventi lungo tutto l’arco della vita e con particolare attenzione ai contesti scolastici e urbani.
Tra le altre azioni proposte figurano la formazione continua degli operatori sanitari, il rafforzamento dell’integrazione tra ricerca clinica e valutazione degli esiti nel mondo reale e il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti nei processi decisionali.
«È necessario passare da risorse simboliche a investimenti adeguati che garantiscano l’accesso equo alle cure, incluse quelle farmacologiche e chirurgiche», ha concluso Buscemi. «Con il Manifesto di Erice chiediamo alle istituzioni di tradurre questi principi in atti programmatori e finanziari concreti nella prossima programmazione sanitaria nazionale».
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