hpv
03 Marzo 2026In occasione della Giornata internazionale del 4 marzo, l’Istituto superiore di sanità fa il punto: riduzione dell’80% dei tumori cervicali tra i vaccinati entro i 16 anni, ma coperture ancora disomogenee

Ogni anno in Italia i tumori correlati al Papillomavirus umano (Hpv) provocano oltre 7.000 nuovi casi e più di 3.000 decessi. A ricordarlo è l’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sull’Hpv, che si celebra il 4 marzo. Si tratta dell’infezione virale sessualmente trasmessa più diffusa al mondo, responsabile non solo del tumore della cervice uterina – con oltre 2.400 nuovi casi e più di 1.000 morti l’anno – ma anche di una quota rilevante di tumori dell’ano, dell’orofaringe, del pene, della vulva e della vagina. Nel focus pubblicato per la ricorrenza, a cura del Dipartimento Malattie Infettive e del Centro nazionale di Salute globale, l’Iss riassume in cinque punti cosa sapere sul virus e sulla prevenzione. Il gruppo Hpv comprende genotipi ad alto rischio oncogeno, legati ai tumori anogenitali e a una parte dei tumori orofaringei in entrambi i sessi, e genotipi a basso rischio, associati a patologie benigne come i condilomi. L’infezione si trasmette attraverso i rapporti sessuali ed è molto comune: nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, ma in una piccola percentuale può persistere e determinare lesioni precancerose che richiedono trattamento.
La prevenzione si basa su due pilastri validati scientificamente: vaccinazione e screening. Il vaccino anti-Hpv è offerto gratuitamente dal 2007-2008 a bambine e bambini nati dal 1995-1996 in poi. Anche chi non si è vaccinato in adolescenza può farlo rivolgendosi ai servizi vaccinali delle Asl. Sul fronte della prevenzione secondaria, le donne tra 25 e 64 anni sono invitate periodicamente a effettuare lo screening cervicale, attraverso Pap test o Hpv test, per individuare precocemente eventuali alterazioni cellulari o la presenza del virus. Nella fascia 25-30 anni, alle donne che aderiscono allo screening viene offerta la vaccinazione se non effettuata in precedenza. Quanto all’efficacia, i dati sono definiti “consolidati”. In Italia, nell’ultimo decennio si è osservata una marcata riduzione dei condilomi anogenitali, soprattutto tra i giovani sotto i 25 anni, primo effetto tangibile della campagna vaccinale. Una revisione di 225 studi ha inoltre dimostrato che il vaccino riduce dell’80% i tumori cervicali nelle persone vaccinate entro i 16 anni, diminuisce l’incidenza delle lesioni precancerose e non è associato a effetti collaterali a lungo termine o a infertilità.
Resta però il nodo delle coperture. Sebbene la vaccinazione anti-Hpv sia inclusa nei Livelli essenziali di assistenza, nessuna regione ha raggiunto il 95% di copertura: si va dal 77% della Lombardia al 23% della Sicilia. Anche per lo screening nessuna regione supera il 90% di adesione, con un range che va dall’88% della Valle d’Aosta al 58% della Calabria. Differenze che incidono sulla possibilità di ridurre in modo uniforme il carico dei tumori prevenibili e di centrare gli obiettivi europei e dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’eliminazione del tumore della cervice uterina. Per informazioni corrette e personalizzate è attivo il Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse (800 861061) dell’Iss, operativo dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18 in italiano e in inglese, affiancato dal portale informativo “Uniti contro l’Aids”. Secondo l’Istituto, la sfida non è più dimostrare l’efficacia degli strumenti di prevenzione, ma trasformare le evidenze scientifiche in protezione reale, riducendo le disuguaglianze territoriali e rafforzando fiducia e consapevolezza nella popolazione.
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