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04 Novembre 2025

Manovra, Farmindustria: superare il payback e accelerare l’accesso ai farmaci

In audizione sul bilancio 2026-2028, Cattani (Farmindustria) chiede interventi strutturali per attrarre investimenti, rivedere i tetti di spesa e potenziare la prevenzione


Cattani unica

“È urgente adottare misure per aumentare competitività e attrattività, eliminando o riducendo fortemente le barriere non tariffarie come il payback, evitando riduzioni dei prezzi e migliorando le condizioni di accesso al mercato”. È quanto ha dichiarato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra economica 2026-2028.

Cattani ha riconosciuto che nel testo del provvedimento sono presenti “misure importanti” per rafforzare il Servizio sanitario nazionale e la filiera farmaceutica, tra cui la cancellazione del payback dell’1,83%, l’aumento dei tetti di spesa farmaceutica (+0,2% per gli acquisti diretti e +0,05% per la convenzionata) e lo stanziamento di ulteriori risorse per la prevenzione. Tuttavia, ha sottolineato che “il risultato complessivo non è ancora sufficiente per mantenere l’Italia attrattiva per investimenti e innovazione”.

Il presidente di Farmindustria ha definito “fondamentale” il superamento del payback ospedaliero a carico delle aziende, proponendo di alzare il tetto di spesa per gli acquisti diretti di almeno lo 0,5%, o dell’1% come richiesto dalle imprese “per adeguare le risorse all’innovazione terapeutica”.

Tra le proposte avanzate durante l’audizione figurano:

  • escludere i plasmaderivati dai tetti di spesa, trattandosi di medicinali salvavita strategici per la sicurezza nazionale;
  • introdurre un sistema di tipo value-based per sostituire progressivamente il meccanismo del payback;
  • ridurre i tempi di accesso ai nuovi farmaci, anche attraverso modelli di early access e percorsi regolatori semplificati.

Cattani ha inoltre invitato il Parlamento a riconsiderare alcune disposizioni regolatorie contenute nella manovra che, pur non incidendo direttamente sulla spesa pubblica, “riducono la competitività, aumentano gli oneri burocratici e rischiano di rallentare l’accesso all’innovazione”.

In chiusura, il presidente di Farmindustria ha rivolto un appello a “potenziare la prevenzione, con ulteriori risorse per immunizzazioni e screening, e a promuovere in sede europea il riconoscimento di tali attività come investimenti strategici per la sicurezza sociale e la resilienza dei sistemi sanitari”.

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