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Farmaceutica

19 Settembre 2025

Testo Unico della farmaceutica, consenso unanime da istituzioni, imprese e professionisti

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega che porterà alla nascita del Testo Unico della legislazione farmaceutica, non sono mancati i commenti da parte di istituzioni, associazioni e rappresentanti del settore


medico scrive

Il disegno di legge delega che porterà alla nascita del Testo Unico della legislazione farmaceutica rappresenta "l’opportunità di fare il tagliando all’attuale sistema di governance della spesa", che oggi sconta regole frammentate e non sempre coerenti. Secondo il presidente di Aifa, Robert Nisticò, il nuovo quadro normativo potrà garantire "un ampio e tempestivo accesso all’innovazione terapeutica, che salva le vite e riduce i costi delle altre voci assistenziali", affrontando al contempo la criticità di una spesa farmaceutica che ha sforato i tetti per oltre 4 miliardi. Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri alla riforma, non sono mancati i commenti da parte di istituzioni, associazioni e rappresentanti del settore, che sottolineano la portata storica del provvedimento e le sfide che si aprono per il futuro.

Entusiasta anche la posizione di Farmindustria. Il presidente Marcello Cattani parla di "un passaggio fondamentale che valorizza il ruolo strategico dell’industria farmaceutica per la salute dei cittadini, per la crescita economica e per l’attrattività del Paese". Per Cattani, il Testo Unico getta le basi per consolidare la leadership italiana nelle Life Sciences, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e imprese e aprendo la strada a nuovi investimenti. Dal fronte dei farmaci equivalenti arriva il commento di Egualia. Il presidente Stefano Collatina sottolinea che per l’industria dei farmaci equivalenti, biosimilari e fuori brevetto il Testo Unico rappresenta l’occasione per affrontare una crisi di sostenibilità ormai evidente: "L’attuale quadro non risponde più alle esigenze del comparto e va aggiornato con criteri chiari e coerenti". Anche le aziende sanitarie e ospedaliere, per voce del presidente di Fiaso, Giovanni Migliore, accolgono con favore il provvedimento, che "apre le porte a una governance moderna, capace di anticipare e non solo inseguire le emergenze". Migliore plaude inoltre al rafforzamento del ruolo delle farmacie territoriali e all’uso di strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale per programmare le risorse, monitorare la spesa e garantire un accesso più equo ai farmaci.

Sul piano politico, il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci (FI), definisce il disegno di legge "un passaggio storico per la legislazione farmaceutica e per l’intero comparto industriale", sottolineando come per la prima volta si superi la stratificazione normativa del passato in favore di una cornice unitaria e moderna. I farmacologi, attraverso la Società Italiana di Farmacologia (SIF), esprimono apprezzamento ma anche cautela. "È fondamentale avere una semplificazione normativa – spiega il presidente Armando Genazzani – ma il diavolo è nei dettagli e non si può sbagliare". La SIF si dice pronta a collaborare con le istituzioni per l’implementazione del Testo Unico. Infine, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), guidata da Andrea Mandelli, parla di "un passo decisivo per rendere più efficienti i processi di distribuzione e di accesso alle cure". Secondo Mandelli, la riforma risponde all’esigenza di regole chiare e aggiornate, capaci di rafforzare prossimità, qualità ed equità delle cure, e nasce anche dal dialogo costante tra istituzioni e professionisti della filiera.

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