ospedali
06 Maggio 2025I ricoveri aumentano ma restano sotto i livelli pre-pandemici. Degenze più brevi e mobilità interregionale in ripresa. Segnali positivi, ma il sistema deve ancora colmare i gap lasciati dal Covid-19.

Nell’anno 2023 si conferma il trend di incremento dei ricoveri post-pandemia, pur senza raggiungere ancora i livelli registrati nel 2019. Il totale delle dimissioni registrate è stato pari a 7.672.987 (escludendo i neonati sani), con un incremento del +4,3% rispetto al 2022. È quanto emerge dal Rapporto SDO 2023, il documento ufficiale che fotografa lo stato di salute della rete ospedaliera italiana attraverso l’analisi delle Schede di Dimissione Ospedaliera, pubblicato nella sua versione completa dal Ministero della Salute dopo l’anticipazione diffusa lo scorso dicembre. Nel 2023 le schede SDO complessivamente trasmesse (comprese quelle dei neonati sani) sono state 7.958.907, con un aumento del +4,1% rispetto al 2022. Se si escludono i neonati sani, le ospedalizzazioni effettive sono state 7.672.987, in crescita del +4,3% rispetto all’anno precedente ma ancora inferiori del -6,4% rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemico.
Il 95% dei ricoveri ha riguardato pazienti acuti. Complessivamente, si sono contati quasi 54 milioni di giornate e accessi diurni, in crescita del +2,9% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il confronto con il 2019 continua a segnalare un divario: -6,4% per i ricoveri e -6,5% per le giornate. La degenza media per acuti in regime ordinario è risultata pari a 7,1 giorni, in leggero calo rispetto al 2022 (7,2), segnale di un progressivo rientro verso la normalità dopo il picco pandemico del 2020 (7,5 giorni). Questo dato era sostanzialmente stabile prima della pandemia (7,0 giorni nel 2019; 6,8 nel 2013). Il tasso di ospedalizzazione, standardizzato per età e sesso, continua a salire rispetto ai minimi del 2020, toccando quota 117,5 ricoveri ogni 1.000 abitanti. Tuttavia, il livello pre-Covid (123,9 nel 2019) rimane ancora lontano.
Un altro dato strutturale riguarda la mobilità sanitaria: nel 2023, l’8,5% dei ricoveri è avvenuto in una Regione diversa da quella di residenza del paziente, circa 700 mila dimissioni. Questo tasso torna ai livelli del 2019 dopo la contrazione pandemica (7,2% nel 2020), confermando una persistente disomogeneità dell’offerta ospedaliera. Il Rapporto fornisce anche alcuni dati sull’appropriatezza organizzativa. La degenza media preoperatoria è scesa a 1,60 giorni, confermando un trend decennale di progressiva riduzione (era 1,75 giorni nel 2013). Anche la percentuale di dimissioni da reparti chirurgici con DRG medico – un indicatore critico dell’appropriatezza del ricovero – continua a ridursi: nel 2023 è pari al 23,15%, in calo rispetto al 24,01% del 2022 e significativamente inferiore al 29,97% registrato nel 2013.
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