manovra
04 Dicembre 2024“L'Italia ha fatto una scelta scellerata negli anni passati: di avere il prezzo dei farmaci rimborsati più basso, è una debolezza strategica in un mondo che è cambiato ed esposto alle guerre” Così all'Adnkronos Salute Marcello Cattani

La legge di Bilancio "non va bene, perché non prevede l'innalzamento del tetto della spesa farmaceutica". Spesa "destinata a crescere e questo ha come conseguenza immediata l'aumento del payback per le aziende che sono stanche e stufe di pagare 2 mld l'anno oltre le tasse”. Così all'Adnkronos Salute Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, a margine dell'evento 'Dalla medicina di genere alla medicina personalizzata-il ruolo dell'Ai', promosso a Roma da Fondazione Onda Ets con il Libro Bianco 2024. “L'Italia ha fatto una scelta scellerata negli anni passati: di avere il prezzo dei farmaci rimborsati più basso, e questa è una debolezza strategica in un mondo che è cambiato ed esposto alle guerre.
“Così i farmaci vengono prodotti dove costano meno. Inoltre nella legge di Bilancio c'è un atto ostile all'industria con la revisione delle quote di spettanza tra l'industria e la distribuzione, che rispettiamo, ma chi investe 4 mld l'anno nel Paese è l'industria. Chi investe 2 mld in tecnologia è l'industria. Chi fa ricerca è l'industria", sostiene. "Il Governo - incalza - deve prendere una linea coerente rispetto a quanto dichiarato dalla premier Meloni due anni fa, il Paese ha bisogno di una strategia industriale per favorire i settori che hanno un vantaggio competitivo”. “L'Istat dice che il nostro è il settore con gli indici di competitività e di innovazione più alti e noi trainiamo l'export. Chiediamo un piano strategico per le scienze della vita, ovvero avere un asse temporale di 3-5 anni con regole certe e provvedimenti per attrarre investimenti - prosegue Cattani - Regole certe sul mercato interno della salute" e poi "la governance della spesa farmaceutica, se non si risolve il tema dell'aumento del tetto della spesa e della soluzione del payback. Basta atti ostili verso l'industria, così non avremo più un Paese attrattivo e le aziende andranno in altri Paesi. Serve una volontà politica".
"L'interlocuzione con il Governo è continua - riferisce il presidente di Farmindustria - due anni fa abbiamo avviato un percorso di collaborazione e sintonia rispetto alle esigenze dell'industria, che sono semplicemente quelle di rendere l'Italia più forte nell'accesso a tutti i farmaci e poi la sostenibilità come modello industriale rispetto alle innovazioni e ai farmaci di più grande diffusione". Nella manovra, conclude, "c'è l'aspetto positivo dell'attivazione finalmente del fondo per tutti i farmaci innovativi, anche quelli che oggi erano classificati" in modo diverso.
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