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17 Luglio 2024

Lea, il Sud resta a galla ma crolla la prevenzione. L’analisi dei dati

Al Sud le regioni migliorano alcune performance ma non si schiodano dai posti più bassi negli indicatori dei livelli essenziali di assistenza. E l’erogazione di alcune prestazioni, la prevenzione soprattutto, peggiora ovunque


Lea, il Sud resta a galla ma crolla la prevenzione. L’analisi dei dati

Sempre più difficile ottenere una sanità di qualità, al Sud come al Nord, se le risorse sono limitate. Lo certifica il Monitoraggio Lea sui dati 2022. Al Sud le regioni migliorano alcune performance ma non si schiodano dai posti più bassi negli indicatori dei livelli essenziali di assistenza. E l’erogazione di alcune prestazioni, la prevenzione soprattutto, peggiora ovunque. L’analisi dei dati acquisiti dal Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute dà la sufficienza in tutte e tre le macroaree oggetto di controllo (prevenzione, distretto, ospedale) a 13 Regioni italiane: Rispetto alle 14 del 2021 manca l’Abruzzo, tornato tra gli inadempienti. Si diventa tali se, atteso un punteggio tra 0 e 100 in ogni macroarea, la media della valutazione di 22 indicatori “Core” di qualità dell’assistenza (sia di esito sia di processo sia numerici), non raggiunge i 60 punti in una sola delle tre macroaree. A ottenere la sufficienza per il 2022 sono state tutte le regioni del Centro Nord tranne Val d’Aosta e Bolzano (quest’ultima ha però punteggi alti su distretto ed ospedale), mentre al Sud sono sufficienti solo Puglia e Basilicata. La Valle d'Aosta presenta un punteggio sottosoglia in tutte e 3 le macroaree. In due aree, prevenzione e distrettuale, sono sotto sufficienza Calabria, Sicilia e Sardegna. La Campania è insufficiente in area distrettuale.

Breve raffronto con i due anni precedenti: nel 2020, con la Val d’Aosta anche la Calabria era inadempiente su tre aree, e lo era anche nel 2021, mentre su distretto e ospedale erano sottosoglia Campania e Sardegna, su prevenzione ed ospedale la Basilicata, sulla sola prevenzione Liguria, Abruzzo e Sicilia. Nel 2021, ultime restando Val d’Aosta e Calabria, Basilicata e Puglia avevano acciuffato la sufficienza con la Liguria, solo la Sardegna restava inadempiente in due aree, la Campania agguantava Sicilia, Molise e Provincia di Bolzano tra gli inadempienti in una sola macroarea. Nel 2022, troviamo la Calabria inadempiente in due aree sole, su prevenzione e distretto, come la Sardegna. Sa in Calabria sia in Sardegna, per la prevenzione i valori di copertura sono in decrescita del 15% Ma attenzione, ci sono cali clamorosi come il 28% dell'Abruzzo e il 20% delle Marche (queste ultime restano nella sufficienza), o l’11% della Calabria. Non sembra esserci relazione diretta tra insufficienza nell’erogazione del livello di assistenza e le risorse disponibili; i numeri dell’area prevenzione crescono infatti in Sicilia e Campania, dove pure restano rispettivamente sotto il 5 e sotto il 6. Americo Cicchetti DG ex Direzione programmazione Ministero Salute appare ottimista, «l’ultimo triennio post-pandemia sembra aver portato un miglioramento generalizzato nella capacità di erogazione dei Lea. Quattro Regioni hanno fatto registrare miglioramenti in tutte e tre le aree; tutti gli indicatori di area ospedaliera hanno mostrato un trend crescente. Solo l’area territoriale mostra una leggera regressione, ma qui la potenzialità sarà espressa quando sarà adottato in maniera sistematica il Decreto 77». Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha detto invece che con il nuovo report gli indicatori chiave per il monitoraggio dei Lea saliranno da 22 a 25. «C’è molto da lavorare, specie sugli screening oncologici, per i quali tra l'altro risulta un'alta variabilità intra-regionale, sugli stili di vita, e sui tempi d'attesa per prestazioni ambulatoriali e sugli alti tassi di ospedalizzazione».

Guardiamo ora nello specifico alcuni aspetti delle tre macroaree. Nella prevenzione, gli indicatori sulle coperture vaccinali nei bambini non presentano valori ottimali in gran parte delle Regioni; sulla vaccinazione morbillo parotite rosolia solo 5 regioni hanno raggiunto la soglia di sicurezza: Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino e Campania. Quest’ultima però ha indicatori deficitari su controllo alimenti e stili di vita. In generale, l’indicatore sugli stili di vita risulta critico al Sud e ovunque peggiora sul 2021. Sotto il 50% la copertura degli screening oncologici di colon retto utero mammella con gap gravi al Sud. Sul territorio, cala il tasso di ricoveri evitabili per complicanze di diabete, broncopneumopatia e scompenso cardiaco. Peggiorano i tempi di attesa per le prestazioni di classe B garantite nei tempi previsti dal Piano Nazionale Governo Liste di attesa 2019-21. Aumenta il consumo di antibiotici, in tutte le Regioni, male Campania e Abruzzo. Per l’assistenza agli anziani non autosufficienti in strutture residenziali, sembra esserci un miglioramento rispetto al 2021 in quasi tutte le Regioni ma non va bene in Campania e in Basilicata. Crescono i decessi per tumore negli hospice ma solo 8 Regioni hanno punteggi sopra la sufficienza. In ospedale, nel 2022 crescono i tassi di ricovero ordinario. Cala in 10 regioni il tasso di pazienti over 65 con diagnosi di frattura del collo del femore operati entro 2 giorni e in 9 regioni il punteggio è insufficiente. Si alza ovunque la proporzione di interventi per tumore maligno della mammella in reparti adeguati (> 135 interventi annui). I tagli cesarei primari in 14 Regioni si riversano almeno in parte da strutture inidonee (< 1000 parti/anno) a quelle più grandi: cambia il medico ma non la sua decisione.

TAG: LEA

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