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27 Giugno 2024

Fondo sanitario, la Camera boccia il Ddl Schlein: mancano le coperture

Il testo a prima firma di Elly Schlein mirato a collegare in proporzione diretta i fondi per la sanità al Prodotto interno lordo è stato bocciato da una serie di emendamenti di maggioranza che recepivano il parere contrario della commissione Bilancio


Fondo sanitario, la Camera boccia il Ddl Schlein: mancano le coperture

Non passa alla Camera la proposta di legge della Segretaria del Partito Democratico. Il testo a prima firma di Elly Schlein mirato a collegare in proporzione diretta i fondi per la sanità al Prodotto interno lordo è stato bocciato da una serie di emendamenti di maggioranza che recepivano il parere contrario della commissione Bilancio. Quest’ultima aveva sottolineato l’assenza di coperture finanziarie per la misura nei prossimi anni. Il provvedimento del Pd aumentava per i prossimi 5 anni il Fondo sanitario nazionale gradualmente fino al 7,5% del Pil. Inoltre, introduceva la possibilità di sforare il tetto di spesa per il personale, consentendo alle regioni di indire a scadenza brevissima concorsi straordinari per assumere infermieri e dirigenti medici e sanitari, e prevedeva che gli ospedali, se impossibilitati ad assicurare le prestazioni nei tempi stabiliti dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, si dovessero rivolgere all’attività intramoenia dei propri sanitari, pagandola. Quest’ultima possibilità nel decreto-legge del governo contro le liste d’attesa è implicitamente demandata alle regioni. In compenso, i direttori generali Asl, tra offerta degli erogatori pubblici e di quelli privati convenzionati, devono fare in modo di erogare il 90% delle prestazioni prescritte a carico del Servizio sanitario.  La proposta di legge Schlein prevedeva inoltre un sistema di prenotazione unico regionale, valido sia per le strutture pubbliche che per quelle private accreditate. E alla lettera d) imponeva perentoriamente la pubblicazione sul sito internet del Ministero della Salute della situazione aggiornata dei tempi di attesa.

In conclusione, accanto alla novità della spesa sanitaria collegata al Pil, il ddl Schlein presentava alcuni aspetti che il decreto-legge del governo già affronta. Lo afferma in una nota il presidente della Commissione Affari sociali e Salute della Camera, Ugo Cappellacci (Forza Italia). Che vede i due testi sovrapponibili (qui Schlein non è d’accordo e sottolinea invece la “vuotezza” del decreto-legge del governo). Cappellacci inoltre ricorda come dei due solo il decreto di maggioranza sia coperto finanziariamente. «La proposta presentava coperture economiche alquanto incerte, se non irrealistiche; il Partito Democratico non è riuscito a risolvere le criticità e la Commissione Bilancio l’ha respinta», dice l’ex Presidente della Regione Sardegna. La replica dal Pd? Dopo che la maggioranza ha fatto mettere al voto i pareri negativi, la principale forza d’opposizione ha chiesto un rinvio in commissione del testo per provare «a individuare insieme una soluzione», come rimarca la capogruppo Dem Chiara Braga. Ma quei deputati forse erano pochi. Almeno, stando al capogruppo FdI alla Camera Tommaso Foti che ha fatto cenno alle assenze, a partire da quella della stessa Schlein, al momento del voto sugli emendamenti. «L'opposizione aveva in Aula meno di 80 deputati», osserva Foti. «Se ci fossero stati tutti i deputati dell'opposizione avrebbero approvato la legge, perché la maggioranza contava sulla presenza di 125 deputati». Precedentemente allo stop al ddl Schlein, l'Aula della Camera aveva approvato all'unanimità una proposta di legge di iniziativa parlamentare proprio del Pd: quella a prima firma del Dem Marco Furfaro per offrire il medico di base alle persone senza fissa dimora grazie ad uno stanziamento di 2 milioni in due anni per una sperimentazione nelle 14 città metropolitane. 

TAG: FONDO SANITARIO

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