Medici
12 Aprile 2024Statistiche in chiaroscuro per Mmg e pediatri in Italia. L’età media delle due categorie dell’assistenza territoriale tende a diminuire, ma nell’insieme continuano a perdere pezzi
Statistiche in chiaroscuro per medici di famiglia e pediatri in Italia. L’età media delle due categorie dell’assistenza territoriale tende a diminuire, ma nell’insieme continuano a perdere pezzi. Il numero di pensionati e di esodi imminenti resta più alto. A dirlo, l’Annuario statistico del Servizio Sanitario Nazionale per il 2022, pubblicato dal ministero della Salute. Dopo anni di decrescita, il personale Ssn è aumentato di 8.036 unità rispetto al ‘21 (+1,3%) riportando a poco più di 625 mila i suoi dipendenti. Oggi conta 101.827 medici e 268.013 infermieri. Rispetto al pre-Covid, i medici in corsia sono stabili, gli infermieri sono cresciuti di oltre 10 mila unità. Ma guardiamo al territorio.
Medici di famiglia - I medici sono scesi ancora, da 40.250 a 39.366. Se nel 2021 ciascuno seguiva in media 1.260 pazienti, ora ne segue 1.301, siamo sopra i rapporti ottimali regionali e vicini al massimale di 1.500 assistiti fissato dalla convenzione. Che viene superato in Lombardia, con 1.589 assistiti in media per medico (e sette medici su dieci oltre massimale) mentre nelle regioni del Sud più piccole ci si attesta sulle 1.100 scelte. Siamo alla “piena occupazione”, con una media di 150 assistiti in più del pre-Covid e compiti incrementati, ma il ricambio è iniziato. I medici di famiglia con oltre 27 anni di anzianità di laurea diminuiscono. Per capirlo ci vuole un po’. Nel 2009 erano meno di metà, nel 2021 erano saliti al 75%. Il loro numero era attestato a 30.300 ma il picco era già stato raggiunto nel 2019 con 33 mila unità. Sempre nel 2021, il numero dei giovani con anzianità di laurea fino a 6 anni era di appena 666 unità. Ma a confronto con l’anno prima era sestuplicato rispetto. Nel 2022, i medici con oltre 27 anni di anzianità sono scesi ancora a 28.500 e i giovani sono raddoppiati a 1202. Il rapporto tra veterani e giovani che entrano resta alto, 2,5 anziani contro un giovane, ma nel 2019 era di 22 ad uno.
Pediatri e guardia medica - Anche i pediatri di libera scelta con anzianità di specializzazione fino a 9 anni sono cresciuti rispetto al 2021, da 261 a 308. Fino a prima del Covid erano stati 200 sì e no. Si riequilibra anche il dato della fascia con oltre 27 anni di anzianità di specializzazione: ora è oltre il 70% della categoria ma un anno fa era all’80% (nel 2009 era il 40%). Il carico medio dei pediatri è 993 bambini rispetto agli 800 fissati in convenzione, e continua a crescere rispetto ai 985 del 2021. Si va dagli 863 bambini per pediatra della Toscana, che scavalca la Puglia falcidiata dai pensionamenti, ai 1.281 del Piemonte, che scavalca Bolzano. Nel 2022 si contano anche 10.671 medici di guardia, pari a 18 ogni 100.000 abitanti, sparsi su 2.831 postazioni. Il rapporto medio resta identico al 2021: un medico per 5555 abitanti ma ce ne vorrebbe uno ogni 5 mila. E si va dai 44 medici per 100 mila abitanti della Basilicata ai 3 di Friuli VG e Valle d'Aosta. Con il ruolo unico dal 2025 medici di assistenza primaria e continuità assistenziale, tra impegno ad ore e a scelte, raggiungeranno il pieno carico (si va da 1500 scelte più 6 ore a 800 scelte più 38 ore) e i numeri esposti potrebbero cambiare. Intanto l’Italia ha scommesso su 800 mila pazienti over 65 in più in assistenza domiciliare integrata entro il 2026. Nel 2019 gli anziani assistiti con le cure domiciliari erano 858.722. Nel 2022 sono stati assistiti a casa 1.244.891 italiani, il 78,2% sono over 65, il 9,6% malati terminali. In Toscana ricevono l’Adi 4.787 residenti ogni 100 mila, in Calabria si scende a 805. L’obiettivo è di arrivare al 2026 con l’assistenza sanitaria a domicilio di 1.665.692 anziani.
Ospedali - In Italia contiamo 996 strutture, 9085 ambulatori specialistici, 11 mila strutture territoriali con letti di cui 8.045 residenziali e 3.126 semiresidenziali per un totale di 326.355 posti, pari a 553 ogni 100 mila abitanti, il 70% è dedicato agli anziani il 17% ai disabili psichici e fisici e l’11% all’assistenza psichiatrica, l’1,1% ai pazienti terminali. Ci sono poi 6.922 fra centri di salute mentale, consultori, stabilimenti idrotermali e 1.180 istituti di riabilitazione con 14.577 posti per l’attività residenziale e 13.301 per la semiresidenziale. Nel 2022 il Ssn ha contato su 203.800 letti per degenza ordinaria (+5% sul 2021) cui si aggiungono 11.906 posti per day hospital, pubblici per l’89,1% e 8.253 posti per day surgery (76,9% pubblici). A livello nazionale contiamo 3,8 letti di degenza ordinaria ogni 1.000 abitanti, in Liguria si sfiorano i 4, il doppio della Calabria che trae un letto ogni mille abitanti dal privato (rapporto più alto con Lazio e Trentino). Nel pubblico sono stati gestiti 4,5 milioni di ricoveri per una degenza media di 7,7 giorni a paziente; nel privato ne sono stati gestiti poco meno di 800 mila, media di 5 giorni. Nei Pronti soccorso si registrano 17,2 milioni di accessi (292 ogni 1000 abitanti) e 1,3 milioni nei Ps pediatrici (143 ogni 1000 under 18). Solo il 5,4% delle strutture private ha un pronto soccorso rispetto all'80% del pubblico.
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