Governo e Parlamento
20 Giugno 2023 Alle attuali condizioni un ripiano non è possibile per i produttori di dispositivi medici. Almeno, non lo è alle stesse regole che vigono per le industrie farmaceutiche quando le regioni sforano il budget di spesa loro assegnato dal Fondo sanitario: quel 50%, percentuale che oggi appare troppo elevata anche per l’industria farmaceutica, nel mondo dei “medical device” è insostenibile
Alle attuali condizioni un ripiano non è possibile per i produttori di dispositivi medici. Almeno, non lo è alle stesse regole che vigono per le industrie farmaceutiche quando le regioni sforano il budget di spesa loro assegnato dal Fondo sanitario: quel 50%, percentuale che oggi appare troppo elevata anche per l’industria farmaceutica, nel mondo dei “medical device” è insostenibile.
E così dopo il rinvio disposto dal decreto legge Milleproroghe adesso, per la prima tranche di surplus 2015-18 da rimborsare alle regioni (2,2 miliardi in tutto), si ipotizza un nuovo rinvio e in un emendamento in commissione bilancio alla Camera si parla di un tavolo di concertazione per rivedere la normativa sul pay-back di concerto con Agenas e Regioni ed alleggerire i sacrifici economici previsti ad inizio anno. Intanto, al Ministero della salute si avvia un tavolo tecnico con 30 esperti di governo, delle Regioni e tecnici (medici, economisti, giuristi, ingegneri clinici). Si tratta, forse, di un primo embrione di quella che sarà una nuova agenzia, ovvero un organo Aifa od Agenas o ministeriale “interno” dedicato al tema. Il tavolo deve tenere anche conto dei nuovi regolamenti varati nell’Unione Europea sui “Medical device” (745 per tutti i DM e 746 per i soli diagnostici in vitro) e dei loro adeguamenti italiani sotto forma di decreti legislativi 137 e 138, varati nel 2022, cinque anni dopo. E’ in gioco una filiera produttiva fatta per il 95% di piccole e medie imprese, con 112 mila addetti, in molti casi fiore all’occhiello del Made in Italy. Mentre alle Camere si discute l’emendamento sul tavolo di concertazione e sulla riforma del pay-back, il Decreto Ministeriale istitutivo del tavolo tecnico ammette che si è ravvisata “la necessità di avviare opportune valutazioni tecniche in merito all’applicazione della normativa sui rimborsi delle aziende produttrici alle regioni e di applicare le possibili strategie di attuazione previste dalla normativa vigente”.
Il tavolo dei 30 esperti sarà coordinato dal Capo di Gabinetto del Ministero della Salute Professor Arnaldo Morace Pinelli, presidente Massimo Lasalvia, esponente del Ministero della Salute al pari di Marco Mattei capo della Segreteria Tecnica, Achille Iachino DG della Direzione Dispositivi Medici ed altri funzionari; ma ci sono anche rappresentanti delle Regioni, tecnici, giuristi, e nomi di spicco quali Marcella Marletta, esperta della materia, Fernanda Gellona di Confindustria DM, rappresentanti di FIFO Confcommercio, piccole e medie imprese, medici, docenti di economia come Americo Cicchetti (Altems-UniCattolica) e Francesco Saverio Mennini (Università Tor Vergata). Il “collegio” per ora ha durata annuale, non prevede gettoni di presenza né rimborsi spese, né nuovi oneri per la finanza pubblica.
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