Farmaci
27 Aprile 2023 La revisione della legislazione farmaceutica europea presentata dalla Commissione Ue, se approvata, avrà conseguenze pesantissime sulla competitività e sull'attrattività dell'industria farmaceutica in Europa e in Italia, quindi sugli investimenti e sull'occupazione. Ma non solo: gli effetti potranno tradursi anche in un minore accesso alle cure e all'innovazione per i cittadini
"La revisione della legislazione farmaceutica europea presentata dalla Commissione Ue, se approvata, avrà conseguenze pesantissime sulla competitività e sull'attrattività dell'industria farmaceutica in Europa e in Italia, quindi sugli investimenti e sull'occupazione. Ma non solo: gli effetti potranno tradursi anche in un minore accesso alle cure e all'innovazione per i cittadini". È la posizione di Farmindustria che, in una nota, commenta la riforma della legislazione farmaceutica proposta dalla Commissione europea.
Secondo gli industriali del farmaco "l'indebolimento della proprietà intellettuale - con la riduzione della data protection da 8 a 6 anni e dell'esclusiva di mercato per i farmaci orfani da 10 a 9 - ha rischi certi per investimenti e innovazione, assolutamente non compensati dal nuovo sistema di incentivi, assai complicato da attivare e dai risultati incerti per le aziende. La proprietà intellettuale non può essere ridotta neanche di un giorno, altrimenti il pericolo è di vedere arrivare prima i nuovi farmaci e vaccini nei Paesi che garantiscono un quadro più favorevole".
E questo "a tutto vantaggio dei Paesi extra Ue che hanno adottato politiche fortemente incentivanti negli ultimi 20 anni, mentre l'Europa nello stesso periodo ha perso un quarto degli investimenti in ricerca. Perdita che pesa proprio sugli Stati con più alta presenza industriale, come l'Italia. In gioco, come ha sottolineato il Governo italiano, c'è un'industria che rappresenta un patrimonio per la salute, la crescita economica, l'innovazione e la stessa sicurezza nazionale, che rischia di essere cancellato di colpo".
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