intelligenza artificiale
22 Settembre 2026EFPIA sostiene gli obiettivi del Cloud and AI Development Act europeo, ma chiede regole proporzionate e compatibili con ricerca e collaborazione internazionale

Il Cloud and AI Development Act (CADA) può rafforzare la capacità europea nel cloud e nell’intelligenza artificiale, ma la sua attuazione deve evitare nuovi ostacoli alla ricerca farmaceutica internazionale e mantenere apertura, interoperabilità e connettività globale. È la posizione espressa dalla European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA) sulla proposta della Commissione europea.
Secondo EFPIA, l’aumento della capacità europea di calcolo e degli investimenti nelle infrastrutture cloud e di intelligenza artificiale può avere ricadute sulla ricerca nelle scienze della vita. L’accesso a risorse di calcolo ad alte prestazioni, AI Factories, servizi cloud avanzati e infrastrutture di ricerca può sostenere la scoperta di farmaci, la progettazione e conduzione degli studi clinici, i processi produttivi e la generazione di evidenze lungo il ciclo di vita dei medicinali.
La federazione individua inoltre possibili sinergie con lo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), attraverso infrastrutture cloud e capacità digitali interoperabili che possano supportare l’uso secondario sicuro dei dati sanitari, la ricerca biomedica basata sull’intelligenza artificiale, la farmacovigilanza, l’epidemiologia e la produzione di evidenze dal mondo reale.
EFPIA richiama però la necessità di un approccio alla sovranità digitale basato sul rischio, proporzionato e tecnologicamente neutrale. Secondo la federazione, i requisiti previsti non dovrebbero trasformarsi di fatto in obblighi di localizzazione dei dati né creare barriere alla collaborazione con partner internazionali o all’utilizzo di fornitori globali di servizi cloud e intelligenza artificiale.
Limitazioni all’accesso alle tecnologie disponibili a livello globale o al trattamento transfrontaliero dei dati potrebbero, secondo EFPIA, frammentare le attività di ricerca, aumentare i costi di conformità e ridurre l’attrattività europea per gli investimenti. La federazione chiede quindi che eventuali requisiti di sovranità applicati alla ricerca e sviluppo farmaceutica, agli studi clinici, alla farmacovigilanza, alla produzione e alla generazione di evidenze siano sostenuti da una chiara valutazione del rischio.
Un secondo punto riguarda il coordinamento normativo. EFPIA chiede che il CADA sia coerente con AI Act, EHDS, Data Act, Data Governance Act, NIS2, Cybersecurity Act, GDPR e legislazione farmaceutica europea, evitando requisiti sovrapposti o contrastanti.
Per la federazione, il quadro definitivo dovrebbe quindi rafforzare l’accesso alle infrastrutture avanzate, sostenere la ricerca basata sui dati e mantenere la collaborazione scientifica internazionale, assicurando allo stesso tempo certezza normativa.
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