long term care
21 Settembre 2026Forti differenze nell’Ue. Tra gli ostacoli al ricorso ai servizi pesano i costi e la mancata disponibilità dell’assistenza

Nell’Unione europea il 28,3% delle persone che vivono in famiglie nelle quali almeno un componente necessita di assistenza a lungo termine ha dichiarato nel 2024 il ricorso a servizi domiciliari professionali. Il dato emerge dalla pubblicazione “Key figures on European living conditions – 2026 edition”, diffusa da Eurostat il 17 settembre.
L’assistenza domiciliare rientra tra i nuovi indicatori introdotti nell’edizione 2026 del rapporto. I servizi considerati comprendono l’assistenza professionale prestata a domicilio alle persone che, per malattia, disabilità o riduzione dell’autonomia, necessitano di cure o sostegno continuativo.
Le differenze tra i Paesi risultano marcate. La quota più alta si registra in Danimarca, dove il ricorso all’assistenza domiciliare professionale raggiunge il 63,5%. Seguono Cipro con il 62,9% e il Belgio con il 52,9%. I valori più bassi interessano invece Estonia, con il 7,6%, Ungheria, con l’8,3%, e Polonia, con l’8,5%.
Eurostat analizza anche le ragioni per le quali i bisogni di assistenza domiciliare professionale non vengono soddisfatti. Il 10,5% delle persone interessate indica vincoli economici, mentre il 5% segnala l’indisponibilità del servizio. Il 2,1% riferisce il rifiuto dell’assistenza da parte della persona che ne avrebbe bisogno e l’1,5% dichiara insoddisfazione per i servizi disponibili. Un ulteriore 7,9% indica ragioni differenti.
Il 19,9% dichiara invece di aver utilizzato servizi professionali senza segnalare bisogni non soddisfatti. Il 53% non riporta bisogni insoddisfatti pur non avendo fatto ricorso all’assistenza professionale. Quest’ultimo gruppo può comprendere nuclei nei quali il bisogno viene affrontato attraverso altre forme di supporto, ma la pubblicazione non ne specifica le modalità.
I dati descrivono il ricorso ai servizi e gli ostacoli riferiti dagli intervistati. Non misurano direttamente il numero di ore erogate, l’intensità dell’assistenza o la sua adeguatezza clinica. Per l’Italia, Eurostat segnala inoltre una ridotta affidabilità statistica delle stime relative alla long-term care e all’assistenza domiciliare. Il dato nazionale deve quindi essere utilizzato con cautela e non consente confronti netti con gli altri Paesi.
Il quadro europeo evidenzia sistemi molto differenti per disponibilità e utilizzo dell’assistenza professionale a domicilio. Le difficoltà economiche costituiscono la ragione più frequentemente indicata tra i bisogni non soddisfatti, seguite dalla mancata disponibilità dei servizi.
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