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04 Giugno 2026

Ebola, il dossier arriva al vertice Ue dopo la richiesta dell'Italia

Venerdì riunione straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea


Ebola virus virion

L'epidemia di Ebola in Africa centrale approda nell'agenda europea. Venerdì si terrà una videoconferenza straordinaria dei ministri della Salute dell'Unione europea per discutere le misure di preparazione e coordinamento tra gli Stati membri, mentre il tema sarà affrontato anche nel prossimo Consiglio europeo. La decisione arriva dopo la richiesta avanzata dall'Italia di rafforzare il coordinamento comunitario sulla gestione degli arrivi dalle aree colpite dal virus Bundibugyo. 

Secondo quanto riferito, l'Italia è stata tra i primi Paesi europei ad adottare misure specifiche dopo che l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato il 17 maggio l'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Dopo una prima circolare rivolta al personale impegnato nelle attività di cooperazione sanitaria nelle aree interessate dal focolaio, il 29 maggio il Ministero della Salute ha emanato un'ordinanza che prevede l'obbligo di dichiarazione entro 24 ore per chiunque provenga, direttamente o indirettamente, dalla Repubblica Democratica del Congo o dall'Uganda o vi abbia soggiornato nei 21 giorni precedenti l'ingresso in Italia. 

I diversi Paesi europei hanno adottato strategie autonome. La Germania ha attivato una rete di sette centri di isolamento ad alta specializzazione dotati di sistemi di biocontenimento e ha predisposto procedure per l'eventuale evacuazione sanitaria di casi sospetti o confermati. La Francia gestisce i casi attraverso strutture ospedaliere ad alta sicurezza e protocolli di isolamento e tracciamento dei contatti. In Spagna il centro nazionale di riferimento è l'ospedale La Paz-Carlos III di Madrid. 

Nel frattempo l'Organizzazione mondiale della sanità ha richiamato l'attenzione sulle criticità ancora presenti nella gestione dell'epidemia. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha riferito che nella Repubblica Democratica del Congo viene attualmente monitorato circa il 45% dei contatti dei casi individuati, a fronte di un obiettivo superiore al 90%. Tra gli ostacoli indicati figurano l'insicurezza nelle aree colpite, gli spostamenti della popolazione e la sfiducia di parte delle comunità locali. 

L'Oms ha inoltre invitato i Paesi a evitare restrizioni generalizzate ai viaggi, ritenendo che possano ostacolare il flusso di aiuti e di personale necessario alla risposta sanitaria, e ha indicato come priorità il rafforzamento delle capacità diagnostiche, del tracciamento dei contatti e della sorveglianza epidemiologica.

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