Antibiotici
14 Maggio 2026La più ampia indagine genomica europea sui batteri resistenti ai carbapenemi evidenzia nuovi segnali di diffusione negli ospedali e il rischio di endemicità per alcuni ceppi di E. coli

L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) segnala un peggioramento della situazione epidemiologica europea legata agli Enterobacterales resistenti ai carbapenemi e/o alla colistina (CCRE), batteri considerati patogeni prioritari critici per la salute pubblica a causa delle limitate opzioni terapeutiche disponibili.
I risultati emergono dalla più ampia indagine genomica europea condotta finora sui CCRE, pubblicata su Lancet Microbe insieme a un rapporto dettagliato dell’Ecdc. Lo studio ha coinvolto oltre 300 ospedali in 36 Paesi europei e ha raccolto nel 2019 dati epidemiologici, microbiologici e di sequenziamento genomico completo.
L’indagine, coordinata da Ecdc in collaborazione con la Public Health Agency of Sweden e il Centre for Genomic Pathogen Surveillance dell’Università di Oxford, rappresenta il secondo grande studio europeo strutturato dopo il progetto EuSCAPE del 2013-2014 e segna il passaggio verso una sorveglianza genomica integrata su scala continentale.
Per Klebsiella pneumoniae, il rapporto evidenzia la persistente circolazione negli ospedali europei di linee ad alto rischio già identificate nel precedente studio EuSCAPE, oltre all’aumento di ceppi che acquisiscono geni di resistenza ai carbapenemi e geni associati alla virulenza.
Per Escherichia coli, Ecdc segnala diversi “warning signals” legati all’aggravarsi della situazione epidemiologica, tra cui la crescente diffusione di linee multiresistenti e l’aumento degli isolati portatori del gene carbapenemasi NDM-5. Secondo il rapporto, questi dati suggeriscono “un alto rischio” che l’E. coli resistente ai carbapenemi possa diventare endemico in Europa in assenza di ulteriori interventi di salute pubblica.
L’indagine ha incluso anche attività di valutazione delle capacità dei laboratori nazionali di riferimento, programmi di formazione e procedure di controllo qualità, con l’obiettivo di rafforzare la sorveglianza genomica dell’antibiotico-resistenza nei Paesi partecipanti.
Secondo Ecdc, i risultati confermano il ruolo centrale dei dati genomici nel monitoraggio della diffusione dell’antibiotico-resistenza in Europa e nel supporto alle strategie di risposta sanitaria.
È inoltre già in corso la raccolta dati per il terzo European Survey of Carbapenem-resistant Enterobacterales (CRE25), basato su protocolli semplificati e su una maggiore capacità di sequenziamento genomico nei laboratori nazionali di riferimento.
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