Pandemie
15 Giugno 2026Lettera aperta del presidente brasiliano e del direttore generale dell'Oms ai leader mondiali. Chiedono un'accelerazione sui negoziati per il sistema di condivisione di patogeni e benefici

Un appello ai leader mondiali affinché completino entro luglio il percorso avviato dopo la pandemia di Covid-19 e rendano pienamente operativo l'Accordo sulle pandemie approvato dall'Organizzazione mondiale della sanità. A lanciarlo, con una lettera aperta diffusa in occasione del G7 di Evian, sono il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva e il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. Nel documento, i due leader ricordano il prezzo pagato dal mondo durante l'emergenza Covid e invitano governi e negoziatori a non lasciare incompiuto il lavoro avviato negli ultimi anni. "Il mondo deve portare a termine ciò che ha iniziato", scrivono Lula e Tedros, richiamando il ricordo degli ospedali sovraffollati, delle famiglie separate e dei milioni di vittime causate dalla pandemia. "L'umanità si promise che non si sarebbe più trovata impreparata ad affrontare un giorno simile". Secondo i firmatari, un anno fa la comunità internazionale ha compiuto un passo decisivo adottando l'Accordo Oms sulle pandemie, nato per rafforzare la cooperazione internazionale nella prevenzione, preparazione e risposta alle future emergenze sanitarie. Tuttavia, manca ancora un elemento fondamentale perché il trattato possa entrare effettivamente in vigore.
Al centro della lettera c'è il cosiddetto sistema Pabs (Pathogen Access and Benefit Sharing), il meccanismo che disciplina la condivisione degli agenti patogeni con potenziale pandemico e dei benefici derivanti dal loro utilizzo, come vaccini, farmaci e strumenti diagnostici. Secondo Lula e Tedros, si tratta dell'"ultimo pezzo del puzzle". Il sistema dovrebbe consentire ai Paesi di condividere rapidamente dati e materiali biologici durante un'emergenza sanitaria, garantendo al tempo stesso un accesso equo ai prodotti sviluppati grazie a quelle informazioni. "Finché non sarà completato, l'Accordo non potrà entrare in vigore", avvertono. I negoziati riprenderanno a Ginevra dal 6 al 17 luglio. Dopo l'ultima sessione conclusa il primo maggio, i Paesi membri avevano riconosciuto la necessità di ulteriore tempo per trovare un'intesa sui temi più controversi, tra cui la distribuzione dei benefici, la governance del sistema e le garanzie di equità tra Paesi ad alto e basso reddito.
Nella lettera, Lula e Tedros formulano tre richieste precise ai leader mondiali: volontà politica, equità e urgenza. La prima riguarda la necessità di un intervento diretto dei capi di governo per superare gli ultimi ostacoli negoziali. I due leader respingono inoltre le critiche secondo cui l'Accordo pandemico potrebbe limitare la sovranità nazionale. "Nessuna disposizione dell'accordo conferisce all'Oms il potere di imporre lockdown, restrizioni ai viaggi o obblighi vaccinali", sottolineano, ricordando che tali decisioni restano di esclusiva competenza degli Stati. Il secondo elemento è l'equità. Per i promotori dell'appello, i Paesi che condividono rapidamente agenti patogeni e informazioni genetiche devono poter contare su un accesso tempestivo ai vaccini e alle terapie sviluppate grazie a quella collaborazione. Non si tratta, evidenziano, di una questione di solidarietà astratta, ma di una strategia sanitaria globale. Fermare un'epidemia nel luogo in cui nasce è infatti molto meno costoso, in termini economici e umani, rispetto a gestire una pandemia già diffusa a livello mondiale.
L'ultima richiesta riguarda il senso di urgenza. Lula e Tedros ricordano che, secondo alcune stime scientifiche, esiste una probabilità su quattro che una nuova pandemia si verifichi entro il prossimo decennio. A ciò si aggiungono nuovi fattori di rischio, come la crescente diffusione delle biotecnologie senza adeguate misure di biosicurezza, che potrebbe aumentare il pericolo di rilascio accidentale o deliberato di agenti patogeni. Per questo motivo i due leader invitano i governi a considerare il 17 luglio come una vera scadenza e non come una semplice tappa negoziale. Nella parte finale della lettera viene richiamata anche l'attuale epidemia di Ebola che interessa la Repubblica Democratica del Congo e l'Uganda. Un esempio concreto, secondo Lula e Tedros, di come le minacce infettive continuino a rappresentare una sfida immediata per la salute globale. "Ogni mese in cui questo allegato rimane incompiuto è un mese in cui il mondo è meno preparato di quanto potrebbe essere", scrivono i due leader, che concludono il loro appello chiedendo alla comunità internazionale di mantenere la promessa fatta alle vittime del Covid-19: costruire un sistema capace di proteggere l'umanità dalle future pandemie.
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