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Farmaci

09 Marzo 2026

Farmaci, in Europa cresce il turismo sanitario tra carenze e differenze di prezzo

Il fenomeno dei pazienti che si spostano tra Paesi per acquistare medicinali è alimentato da carenze, prezzi diversi e normative non uniformi


mobilita sanitaria

In Europa cresce il fenomeno del “turismo dei farmaci”, con pazienti che si spostano tra Paesi per procurarsi medicinali non disponibili o meno costosi nel proprio sistema sanitario. Il tema emerge da un servizio pubblicato da EUobserver nell’ambito del progetto giornalistico internazionale PULSE, che analizza le conseguenze delle carenze di farmaci e delle differenze normative tra Stati membri.

Secondo il servizio, il fenomeno è legato a diversi fattori: dalla scarsa disponibilità di alcuni medicinali alle differenze di prezzo tra i mercati nazionali, fino alla diversità delle normative farmaceutiche. Nonostante l’armonizzazione di molte procedure a livello europeo, alcune sostanze possono essere consentite in un Paese ma limitate o vietate in un altro, creando condizioni che favoriscono gli spostamenti dei pazienti per accedere alle terapie.

Le carenze di farmaci rappresentano uno dei fattori principali. Secondo il servizio, l’Europa potrebbe impiegare decenni per riportare la produzione di principi attivi a livelli considerati soddisfacenti, dopo anni di delocalizzazione industriale e dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali.

Tra gli esempi citati vi è il caso registrato nel 2017 tra Francia e Spagna, quando cittadini francesi si recavano in Spagna per acquistare tirotricina, un antibiotico peptidico antimicrobico disponibile senza prescrizione nel Paese iberico ma vietato in Francia. In altri casi si sono registrati movimenti nella direzione opposta: in una fase di carenza del vaccino contro l’encefalite da zecca in Spagna, alcuni cittadini si sono recati in Francia per vaccinarsi.

Il fenomeno è particolarmente evidente anche in alcuni Paesi dell’Europa orientale. In Bulgaria, dove da anni si registrano carenze croniche di diversi medicinali, alcuni pazienti si spostano in Grecia, Turchia o Serbia per acquistare farmaci difficili da reperire nel mercato nazionale, tra cui antiepilettici, farmaci per il diabete e terapie per malattie autoimmuni.

Il servizio segnala inoltre che il turismo farmaceutico è favorito dalla possibilità di acquistare medicinali all’estero anche quando i costi di viaggio o spedizione risultano inferiori rispetto ai prezzi praticati nel Paese di origine. Parallelamente cresce anche il ricorso all’autodiagnosi tramite internet, un comportamento che secondo gli esperti può comportare rischi per la salute se non accompagnato da una valutazione medica.

Il tema dell’accesso ai farmaci e delle differenze tra sistemi nazionali è al centro del dibattito europeo anche alla luce delle riforme in corso a livello UE, che puntano a rendere più uniforme l’accesso ai medicinali nei diversi Paesi membri.

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