Tumori
20 Aprile 2026Uno studio in pubblicazione su Cancer Epidemiology rileva forti disuguaglianze tra Paesi Ue nella mortalità oncologica

Nel 2024 il cancro ha causato 1.268.374 decessi nell’Unione europea, pari a quasi un quarto della mortalità complessiva, con un tasso medio di 249,4 morti ogni 100 mila abitanti. Ma dietro il dato medio restano ampie differenze tra Paesi. È quanto emerge da uno studio coordinato da Diego Serraino, consulente epidemiologo di Alleanza Contro il Cancro (ACC), rete oncologica del Ministero della Salute che riunisce 27 Irccs, in pubblicazione su Cancer Epidemiology.
Secondo il comunicato diffuso da ACC, l’analisi evidenzia circa 56 mila decessi “in eccesso” nei Paesi con livelli di mortalità superiori alla media europea. Il lavoro si inserisce nella Joint Action europea EUnetCCC, iniziativa dello European Beating Cancer Plan finalizzata a rafforzare la rete dei centri oncologici di eccellenza e a ridurre le disuguaglianze tra Stati membri.
Le differenze geografiche restano marcate. I tassi di mortalità variano fino a 1,5 volte: da circa 197 decessi ogni 100 mila abitanti in Lussemburgo a quasi 300 in Slovacchia, con uno scarto vicino al 50%.
Tra i Paesi con risultati migliori viene indicata l’Italia, che registra circa 14 mila decessi in meno rispetto ai livelli attesi sulla base della media europea, con un saldo negativo sia tra gli uomini (-9.671) sia tra le donne (-4.722).
“Una quota significativa di decessi potrebbe essere evitata se tutti i Paesi raggiungessero i livelli medi europei”, afferma Serraino, secondo cui “le disuguaglianze restano un fattore determinante negli esiti di salute”.
Lo studio segnala inoltre differenze di genere. Negli uomini l’eccesso di mortalità si concentra soprattutto nei Paesi dell’Europa orientale, mentre nelle donne emergono criticità anche in sistemi sanitari avanzati come Germania, Paesi Bassi e Danimarca.
Tra i tumori analizzati, quelli maggiormente collegati alla prevenzione mostrano i divari più ampi. Nel 2024 il tumore del polmone ha causato oltre 162 mila decessi tra gli uomini e più di 87 mila tra le donne, mentre il tumore della mammella ha registrato oltre 92.700 morti.
“Il livello di spesa sanitaria non è sufficiente a spiegare le differenze – osserva Serraino –. Pesano fattori organizzativi, sociali e culturali, come accesso alla prevenzione, programmi di screening e stili di vita”.
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