intelligenza artificiale
20 Aprile 2026Pubbloicato il primo rapporto dedicato ai 27 Stati membri dell’Unione europea

Tre Paesi dell’Unione europea su quattro utilizzano già strumenti di intelligenza artificiale nella diagnostica sanitaria. È uno dei dati principali del nuovo rapporto dell’Oms Europa, prima fotografia complessiva sull’adozione dell’AI nei sistemi sanitari dei 27 Stati membri dell’Ue.
Secondo il report, basato su dati raccolti tra giugno 2024 e marzo 2025, il 74% dei Paesi Ue impiega soluzioni di AI-assisted diagnostics, tra cui strumenti di supporto all’imaging medico, alla rilevazione delle malattie e al processo decisionale clinico.
L’Oms Europa rileva inoltre che il 63% degli Stati membri utilizza chatbot per il coinvolgimento dei pazienti, mentre quasi la metà ha già introdotto ruoli professionali dedicati all’intelligenza artificiale e alla data science in sanità.
Il documento descrive un quadro di adozione in crescita, con i sistemi sanitari europei impegnati a costruire le condizioni necessarie per usare queste tecnologie in modo sicuro, equo e responsabile.
Tra le priorità indicate figura la formazione del personale sanitario. Secondo l’Oms, con l’ingresso dell’AI nella pratica clinica diventa essenziale rafforzare le competenze su principi di funzionamento, etica e governance dei dati, sia nella formazione iniziale sia nell’aggiornamento continuo.
Il rapporto richiama anche il tema della responsabilità professionale: i clinici restano infatti legalmente ed eticamente responsabili delle decisioni assistite da tecnologie che potrebbero non comprendere pienamente.
Altro fronte indicato come strategico è il coinvolgimento di professionisti, pazienti e cittadini nella definizione delle politiche pubbliche. L’81% dei Paesi Ue riferisce di coinvolgere già stakeholder nella governance dell’AI in sanità, quota superiore alla media della più ampia Regione europea dell’Oms.
Secondo l’organizzazione, sistemi sviluppati senza un adeguato coinvolgimento pubblico potrebbero incontrare resistenze o ampliare disuguaglianze già esistenti.
Il rapporto arriva mentre l’Unione europea si prepara ad attuare il primo quadro normativo organico al mondo dedicato all’intelligenza artificiale. In questo contesto, l’Oms invita i governi a concentrarsi su tre direttrici: preparazione della forza lavoro, processi decisionali inclusivi e trasparenti, creazione di centri di eccellenza per testare le tecnologie, condividere buone pratiche e definire standard comuni.
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