Dati sanitari
20 Aprile 2026In un intervento pubblicato dal Corriere della Sera, il professor Americo Cicchetti invita il Paese a non limitarsi all’adeguamento normativo sullo Spazio europeo dei dati sanitari.

L’Italia non deve limitarsi a recepire il nuovo regolamento europeo sullo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), ma contribuire alla definizione delle regole e trasformare la transizione in una leva strategica per il Servizio sanitario nazionale. È il messaggio lanciato da Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in un intervento pubblicato dal Corriere della Sera.
Secondo Cicchetti, i dati sanitari rappresentano una risorsa di valore per la ricerca, la qualità delle cure e lo sviluppo di nuovi farmaci e dispositivi medici. Il modo in cui i singoli Paesi dell’Unione europea attueranno il regolamento EHDS, osserva, sarà decisivo non solo per la promozione della salute ma anche per la crescita economica.
Nel commento, il docente sottolinea che il tempo è una variabile decisiva e che la sfida non consiste soltanto nel recepire una norma europea, ma nella capacità di costruire un modello capace di trasformare dati, competenze e infrastrutture in strumenti concreti per governance, ricerca e innovazione.
Per l’autore, l’Italia dispone già di competenze, infrastrutture e capacità sviluppate, in particolare nell’uso secondario dei dati sanitari. Il punto centrale sarebbe quindi mettere a sistema ciò che esiste e valorizzarlo attraverso una strategia coordinata.
Cicchetti invita inoltre a superare un approccio passivo o meramente burocratico. “Non basterà adeguarsi, bisognerà contribuire alla costruzione delle regole, attraverso una presenza qualificata e continua nei tavoli continentali”, scrive nell’intervento.
Tra le condizioni indicate per cogliere l’opportunità dell’EHDS vi sono fiducia, collaborazione e qualità delle relazioni tra i diversi attori coinvolti. L’attuazione del regolamento, secondo il docente, non può dipendere da iniziative isolate ma richiede un ecosistema integrato.
Per questo viene proposta la costruzione di uno spazio stabile di confronto tra istituzioni, università, ricerca, industria, imprese innovative e associazioni di pazienti. La qualità di queste connessioni, sostiene Cicchetti, determinerà la capacità dell’Italia di trasformare una transizione normativa in vantaggio competitivo.
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