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25 Febbraio 2026

Malattie infettive, Ecdc propone quattro nuovi laboratori UE di riferimento

L'Agenzia europea raccomanda alla Commissione di istituire strutture specializzate per Clostridioides difficile, gonorrea resistente, tubercolosi e malattie batteriche invasive che saranno operative dal 2028


ricercatrice

Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) ha raccomandato l'istituzione di quattro nuovi Laboratori di Riferimento dell'UE (EURL) per la salute pubblica, proponendo alla Direzione Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione Europea (DG SANTE) di avviarne la selezione e designazione nel 2026, con operatività prevista a partire da gennaio 2028.

Questi laboratori specializzati avrebbero il compito di fornire supporto scientifico qualificato, potenziare le capacità diagnostiche nazionali e garantire la produzione di dati omogenei e confrontabili tra i diversi Paesi dello Spazio Economico Europeo, in un'ottica di risposta coordinata alle emergenze sanitarie.

La proposta nasce da una valutazione scientifica aggiornata e da una consultazione estesa con reti di esperti, autorità sanitarie nazionali e altri portatori di interesse, e si inserisce nel quadro normativo definito dal Regolamento UE 2022/2371 sulle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero. Le attività dei laboratori di riferimento sono finanziate nell'ambito del programma EU4Health.

La Commissione europea ha finora designato 10 laboratori di riferimento dell'UE per la salute pubblica. I primi sei sono diventati operativi nel gennaio 2025, i successivi tre nel gennaio 2026 e il decimo nel gennaio 2027. I nuovi laboratori di riferimento dell'UE saranno operativi nel 2028.

Le patologie per cui si chiede l'istituzione di un laboratorio dedicato condividono una caratteristica comune: continuano a generare un carico sanitario significativo in tutta Europa e richiedono metodi diagnostici armonizzati che oggi non trovano ancora una risposta uniforme a livello continentale.

Clostridioides difficile rappresenta uno degli agenti patogeni più frequentemente associati alle infezioni correlate all'assistenza in Europa. Un laboratorio di riferimento consentirebbe di armonizzare la diagnostica e i metodi di tipizzazione molecolare, strumenti essenziali per il tracciamento dei focolai.

Gonorrea resistente agli antibiotici: la diffusione di ceppi multiresistenti di Neisseria gonorrhoeae continua ad aumentare nell'area UE/SEE. Un EURL dedicato rafforzerebbe il monitoraggio della resistenza antimicrobica, con possibili ricadute anche su altre infezioni sessualmente trasmesse di origine batterica.

Tubercolosi e micobatteri: la TBC rimane una sfida persistente per la salute pubblica, in particolare nelle forme farmaco-resistenti. Un laboratorio specializzato supporterebbe gli Stati membri nel miglioramento della diagnostica e nel rilevamento precoce delle varianti resistenti.

Malattie batteriche invasive: meningite e altre patologie invasive gravi richiedono un'identificazione rapida e accurata del patogeno. Un EURL in questo ambito potenzierebbe la sorveglianza e la risposta ai focolai su scala europea.

L'ECDC ha indicato anche ulteriori aree che potrebbero richiedere supporto laboratoristico a livello europeo in prospettiva futura, tra cui patogeni fungini, biotossine, vettori artropodi (zanzare e zecche) e malattie da prioni. 

La raccomandazione dell'ECDC è il frutto di una rigorosa consultazione scientifica che ha coinvolto reti di esperti sulle singole patologie, autorità sanitarie nazionali e altri portatori di interesse. Nel corso del 2026, l'Agenzia avvierà in collaborazione con DG SANTE una consultazione con gli stakeholder per aggiornare e definire le priorità future in materia di laboratori di riferimento. Sarà poi la DG SANTE ad avere l'ultima parola sulla selezione e designazione formale dei laboratori.

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