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Farmaci

16 Febbraio 2023

Carenza generici, in UE i prezzi aumentano. I produttori chiedono azioni coordinate

I livelli di inflazione livelli raggiunti in Europa hanno comportato un aumento dei prezzi in ogni settore dell’economia e neanche l’industria dei farmaci generici è stata risparmiata, con la conseguenza che molti farmaci a buon mercato sono diventati impossibili da produrre e sono scomparsi perché troppo costosi


I livelli di inflazione livelli raggiunti in Europa hanno comportato un aumento dei prezzi in ogni settore dell’economia e neanche l’industria dei farmaci generici è stata risparmiata, con la conseguenza che molti farmaci a buon mercato sono diventati impossibili da produrre e sono scomparsi perché troppo costosi. Esistono, però, delle strade per contrastare queste criticità: un adeguamento dei prezzi in tutti i Paesi dell’UE in caso di inflazione e una più stretta collaborazione con le istituzioni europee. Al momento, però, gli interventi sono pochi, soprattutto da parte degli Stati membri.

Su questi temi, l’agenzia Euractiv ha intervistato Adrian van den Hoven, direttore generale di Medicines for Europe, l'associazione industriale dei farmaci generici e biosimilari dell'UE: “A luglio e a settembre dello scorso anno abbiamo avvertito l'UE che le catene di approvvigionamento erano sottoposte a forte stress e che il rischio di carenze di medicinali era molto elevato. Possiamo fare tanto con l’Unione Europea per superare questo periodo difficile - ha spiegato il direttore - ma è necessaria grande capacità di leadership”.
I produttori affermano di aver bisogno di un po' di "respiro" poiché hanno attraversato più di 10 anni di politiche di riduzione dei prezzi in Europa: “In Germania – ha continuato van den Hoven - i nostri prezzi sono stati ridotti del 66% dal 2009, il che significa che un farmaco generico costa in media solo pochi centesimi di euro al giorno. Per adattarsi, i produttori hanno consolidato le catene di approvvigionamento e la capacità di produzione è diventata più limitata”.
Van den Hoven ha spiegato quanto sia difficile per l’industria adeguare i prezzi per compensare lo squilibrio dell’aumento dei costi, considerando che tutta l’Europa applica prezzi bassi: “La determinazione dei prezzi dei farmaci - afferma il direttore - è di competenza nazionale e l'UE ha in teoria poco margine di intervento. Ma per l'industria dei generici, le cose sul mercato potrebbero essere rese più semplici anche senza scomodare i governi degli Stati membri”. In particolare, uno studio della Commissione sugli appalti per i medicinali ha mostrato che solo il 24% di questi ha incluso la sicurezza dell'approvvigionamento come criterio e questo principalmente in appalti sui vaccini: “Per i farmaci generici invece - ha spiegato van den Hoven - le offerte si basano esclusivamente su prezzi limitati”.

Per evitare carenze il direttore ha spiegato che una più stretta collaborazione tra industria e l’EU trasparency Committee (organo europeo che sovrintende la determinazione dei prezzi e dei rimborsi) potrebbe essere utile per mettere in sicurezza tutti gli approvvigionamenti dei farmaci nei vari Stati membri: “Se un paese paga per una maggiore sicurezza dell'approvvigionamento, ma il suo vicino riduce ulteriormente i prezzi – ha evidenziato van den Hoven  - non ci sarà alcun miglioramento delle scorte per l'Europa, perché le policy si annulleranno a vicenda". Nell’intervista, il direttore ha citato come esempio il Canada che applica una “politica di scala” in cui i prezzi scendono quando ci sono molti produttori di generici sul mercato, ma, a differenza dell’Europa, aumentano quando i produttori sono pochi. Sempre come esempio, è stata citata l’esperienza dell'Australia, che finanzia riserve di medicinali detenuti dai produttori per aumentare l'offerta sul mercato nel momento del bisogno. HERA (Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie in UE) sta esplorando questo aspetto, ma avrebbe più senso integrare una simile soluzione nelle politiche nazionali degli Stati membri per determinare prezzi e rimborsi. Altri esperti che hanno analizzato questo problema della carenza dei generici in Europa hanno sottolineato che l’aumento dei prezzi potrebbe in qualche modo aiutare a riequilibrare ed aumentare la concorrenza, ma che non sarebbe l’unica soluzione al problema. Le criticità, infatti, sono multifattoriali ed occorrerebbe esaminare il problema da diverse angolazioni. Considerando che le risorse non sono infinite i sussidi risolverebbero il problema solo a breve termine.

Infine, secondo van den Hoven, occorrerebbe anche una rinnovata flessibilità normativa sugli oneri logistici,  aumentati notevolmente anche a causa della guerra in Ucraina: “si vorrebbe evitare di rimballare i medicinali in queste situazioni per evitare di sprecare carta preziosa e anche sostituire i volantini cartacei con informazioni digitali perché ciò semplificherebbe l'accesso alle informazioni in diverse lingue e renderebbe molto più facile per le nostre catene di approvvigionamento affrontare le carenze”.
Il documento chiave per affrontare anche queste problematiche potrebbe essere la tanto attesa revisione della legislazione farmaceutica dell’Unione Europea di prossima presentazione. Dalle prime bozze di dominio pubblico si evince un elenco dei farmaci critici, che possono includere anche i farmaci generici, che richiedono una azione coordinata da parte dell’EMA e una semplificazione delle procedure di autorizzazioni per i generici e biosimilari. Nessuna menzione invece sulle politiche dei prezzi, che è di natura nazionale dei vari Stati.

Cristoforo Zervos

TAG: FARMACEUTICA

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