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Gravidanza

02 Settembre 2025

Violenza domestica in gravidanza, al via il progetto europeo I-Cope con partner italiani

La gravidanza, che dovrebbe rappresentare un periodo di protezione, può coincidere con un aumento del rischio di violenza domestica. Contrastare la violenza domestica nelle fasi di gravidanza e post-partum attraverso strumenti innovativi di prevenzione, identificazione e intervento. È l’obiettivo del progetto I-Cope


violenza donne

Contrastare la violenza domestica nelle fasi di gravidanza e post-partum attraverso strumenti innovativi di prevenzione, identificazione e intervento. È l’obiettivo di I-Cope, progetto europeo biennale finanziato dalla Commissione Ue nell’ambito del programma Cerv-Daphne 2024, che coinvolge istituzioni italiane e danesi.

Tra i partner figurano il Dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno infantili dell’Università di Verona, l’Università di Brescia, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, l’Università della Danimarca del Sud, il Danish stalking center e l’associazione Dialogue against violence. In Italia collaborano inoltre il Comune di Verona, l’Ordine delle ostetriche di Verona e associazioni locali.

Il progetto ha preso avvio ufficialmente a giugno con un incontro a Odense (Danimarca), durante il quale i team dei due Paesi hanno condiviso i piani di lavoro. Tra le azioni previste vi sono la revisione degli strumenti di rilevazione, il loro adattamento ai contesti locali e lo sviluppo di un sistema digitale di screening precoce, capace di individuare diverse forme di violenza già nelle prime fasi della vita familiare. L’obiettivo è duplice: fornire protezione immediata alle vittime e intervenire sui partner violenti per ridurre il rischio di recidiva.

La gravidanza, che dovrebbe rappresentare un periodo di protezione, può coincidere con un aumento del rischio di violenza domestica. Secondo l’Istat, in Italia il 10% delle donne subisce violenze dal partner durante la gravidanza e nel 6% dei casi gli episodi iniziano proprio in questa fase. In oltre il 70% delle situazioni, l’intensità delle aggressioni cresce nel periodo gestazionale. A livello globale, dati dell’Oms indicano che circa una donna su quattro subisce violenza durante la gravidanza, con forme psicologiche (26%), fisiche (10%) e sessuali (9%).

“Il progetto I-Cope rappresenta un’opportunità unica per migliorare la pratica clinica su una tematica delicata e spesso sottovalutata – sottolinea Simone Garzon, principal investigator per l’Università di Verona –. Saranno messi a punto nuovi strumenti per l’assistenza ostetrica, favorendo l’individuazione precoce della violenza e interventi mirati di protezione, oltre al supporto per le coppie a rischio e i futuri genitori”.

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