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Pharma

03 Novembre 2026

Intelligenza artificiale nel pharma, l'Osservatorio Act4AI rileva il divario tra strategia e applicazione

L'indagine su 145 professionisti del settore farmaceutico rileva un indice di maturità digitale di 44,3 su 100


intelligenza artificiale

L'adozione del digitale e dell'intelligenza artificiale nelle aziende farmaceutiche mostra un divario tra definizione delle strategie e applicazione nei processi operativi. È quanto emerge dal primo Osservatorio Act4AI 2026, promosso da BioPharma Network – Associazione Manager del Farmaceutico in collaborazione con Assist Digital. L'indagine, condotta su 145 manager e professionisti del settore, rileva un indice medio di maturità digitale e AI pari a 44,3 punti su 100. I risultati sono stati presentati a Milano, al MEET Digital Culture Center, durante l'Act4AI Forum.

L'indice misura sei dimensioni della trasformazione digitale: strategia e visione, governance e conformità normativa, dati e tecnologia, processi decisionali, persone e cultura organizzativa, esperienza del cliente. Solo la dimensione relativa alla strategia supera i 50 punti, attestandosi a 50,7. Le altre cinque registrano valori compresi tra 39 e 43,6 punti. Secondo l'Osservatorio, i risultati indicano che ruoli e strumenti sono stati definiti, ma non risultano ancora pienamente integrati nelle attività aziendali.

Le principali criticità riguardano le competenze e l'organizzazione. Il 29% dei rispondenti indica formazione e competenze tra le aree da rafforzare, mentre il 21% segnala la cultura digitale e le resistenze interne. Complessivamente, queste due dimensioni rappresentano il 50% delle criticità indicate. Il 62% ritiene inoltre necessaria un'alfabetizzazione di base sull'intelligenza artificiale e sulle tecnologie digitali. Le infrastrutture tecnologiche sono invece indicate come principale barriera all'adozione dell'AI dal 5% dei partecipanti.

L'indagine rileva differenze anche in relazione al coinvolgimento dei professionisti. Nelle organizzazioni in cui l'adozione dei sistemi digitali rimane prevalentemente formale, il valore attribuito a digitale e AI è pari a 54,3 punti su 100. Dove le tecnologie sono integrate nei piani operativi e nei processi decisionali, la valutazione sale a 77,1 punti. I professionisti coinvolti nei programmi di trasformazione attribuiscono alla propria organizzazione un livello di maturità di 57,9 punti, rispetto ai 31,4 indicati da chi ne resta escluso. Quest'ultimo gruppo rappresenta il 29% dei rispondenti.

«La sfida è trasformare le potenzialità dell'AI in risultati concreti per le organizzazioni e la loro competitività», afferma Michele Barletta, presidente di BioPharma Network. Tra le priorità individuate dall'Osservatorio figurano il rafforzamento delle competenze, il coinvolgimento del personale, l'integrazione delle tecnologie nei processi aziendali e lo sviluppo delle infrastrutture digitali.

L'analisi, realizzata con il contributo di Assist Digital, individua inoltre quattro profili di approccio alla trasformazione digitale, denominati Pharma-Mentis: Regista (41%), Custode (32%), Inventore (19%) e Pioniere (7%). Secondo i promotori, questa classificazione può aiutare le aziende a individuare esigenze formative e organizzative differenti.

I risultati descrivono le valutazioni dei professionisti coinvolti nell'indagine e non costituiscono una misurazione diretta dell'adozione dell'intelligenza artificiale nell'intero settore farmaceutico italiano.

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