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Prontuario farmaceutico

20 Maggio 2026

Farmaci, Salutequità avverte: La revisione del Prontuario è una revisione dei Lea

Aceti chiede controllo politico, trasparenza e coinvolgimento degli stakeholder: "No ad aumenti di spesa per i cittadini"


lea

La revisione del Prontuario farmaceutico nazionale rischia di trasformarsi in una vera e propria revisione dei Lea farmaceutici, con possibili effetti diretti sui diritti dei pazienti e sulla spesa sanitaria a carico delle famiglie. A lanciare l’allarme è Tonino Aceti, presidente di Salutequità, in un editoriale pubblicato sul sito dell’associazione. Al centro della riflessione c’è quanto previsto dalla legge 30 dicembre 2025 n.199, che affida ad AIFA il compito di aggiornare annualmente, entro il 30 novembre, il Prontuario dei medicinali rimborsati dal Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di razionalizzare la spesa farmaceutica. Secondo Aceti, però, l’operazione non può essere considerata una semplice revisione tecnico-amministrativa. "Siamo di fronte ad una vera e propria revisione dei Livelli essenziali dell’assistenza farmaceutica pubblica, cioè del perimetro dei diritti esigibili dai pazienti", sottolinea. Per questo, aggiunge, servono "controllo e indirizzo politico di Parlamento e Ministero della Salute, trasparenza del procedimento e partecipazione di tutti gli stakeholder". 

Nel suo intervento il presidente di Salutequità evidenzia come il contesto sia già caratterizzato da una crescente rinuncia alle cure e da un aumento della spesa privata sanitaria. I dati citati parlano di una rinuncia alle cure che nel 2024 ha riguardato il 9,9% della popolazione secondo l’Istat, mentre la spesa sanitaria privata complessiva ha raggiunto circa 43 miliardi di euro. Oltre 10 miliardi, ricorda Aceti, riguardano la spesa farmaceutica privata, aumentata di circa 1,5 miliardi rispetto al 2020. "Se si sbaglia l’operazione di revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale - avverte - si rischia di intaccare i principi di universalità, equità e solidarietà del Ssn". Da qui il richiamo a evitare qualsiasi incremento della spesa a carico dei cittadini e a garantire, invece, un rafforzamento della copertura pubblica dell’assistenza farmaceutica. L’analisi di Salutequità richiama poi i dati dell’ultimo monitoraggio Aifa sulla spesa farmaceutica gennaio-ottobre 2025. Il documento segnala uno sfondamento del tetto della spesa farmaceutica diretta, con un disavanzo di oltre 4,2 miliardi di euro e un’incidenza sul Fondo sanitario nazionale del 12,06% contro l’8,30% previsto. Risultano invece sotto controllo la spesa farmaceutica convenzionata, che registra un avanzo di 461 milioni, la spesa per i gas medicinali e quella per i farmaci innovativi. 

Secondo quanto riferito da Egualia, osserva Aceti, l’iter di revisione sarebbe già partito proprio dal comparto della farmaceutica convenzionata, cioè quello che presenta i conti più in equilibrio. Tra le prime aree interessate ci sarebbero gli inibitori di pompa protonica, farmaci la cui spesa pubblica è in calo mentre cresce quella privata. Il pantoprazolo, ricorda il presidente di Salutequità citando il rapporto Aifa sull’uso dei farmaci in Italia, rappresenta il secondo principio attivo per spesa dopo l’atorvastatina. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza sull’intero percorso. Salutequità propone la pubblicazione da parte di Aifa del progetto di revisione del Prontuario accompagnato da una valutazione di impatto multidimensionale su cittadini, Ssn, occupazione e sistema produttivo, così da aprire una vera consultazione pubblica con il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e degli altri attori del sistema sanitario. "Ridurre la revisione del Prontuario ad un’operazione tra addetti ai lavori - conclude Aceti - potrebbe portarci fuori strada e questo il Ssn non può permetterselo".

TAG: SALUTEQUITà, TONINO ACETI, PRONTUARIO FARMACEUTICO

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